Iran, Mojtaba Khamenei ferito mentre missili colpiscono basi Usa nel Golfo
Mojtaba Khamenei è rimasto ferito durante le tensioni in Medio Oriente, secondo media israeliani. Nelle stesse ore i Pasdaran hanno annunciato un attacco missilistico contro una base americana in Bahrain mentre esplosioni sono state segnalate in diversi Paesi del Golfo.
Secondo quanto riferito da media israeliani, Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e considerato tra i principali candidati alla successione, sarebbe rimasto ferito. La notizia è stata diffusa dal giornalista Amit Segal sui social, che ha parlato di condizioni non mortali. Il religioso, secondo figlio dell’ayatollah ucciso nei giorni scorsi, è indicato da molti osservatori come possibile nuovo leader del Paese.
Nelle stesse ore i Pasdaran hanno annunciato di aver lanciato missili contro la base militare statunitense di Juffair, in Bahrain. Il corpo d’élite iraniano sostiene che l’azione sia una risposta a un attacco partito da quella installazione contro un impianto di desalinizzazione sull’isola iraniana di Qeshm.
Le autorità del Bahrain hanno riferito che l’attacco ha provocato un incendio nella capitale Manama. Le fiamme avrebbero distrutto una casa e danneggiato altri edifici. Il ministero dell’Interno ha parlato di aggressione iraniana, mentre la difesa civile è intervenuta per spegnere il rogo.
Segnalazioni di esplosioni sono arrivate anche da altri Paesi della regione. In Qatar, secondo il ministero della Difesa, le forze armate hanno intercettato missili diretti contro lo Stato. Testimoni hanno riferito di boati nella capitale Doha. Allo stesso tempo negli Emirati Arabi Uniti i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per fronteggiare una minaccia missilistica.
Un’esplosione è stata percepita anche a Dubai, mentre il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed al-Nahyan, ha parlato apertamente di situazione di guerra. Nel suo messaggio ha assicurato che il Paese difenderà popolazione e territorio.
Dal fronte diplomatico, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato gli Stati Uniti di aver alimentato l’escalation. Secondo Teheran, l’apertura del presidente Masoud Pezeshkian verso una riduzione delle tensioni nella regione sarebbe stata fraintesa dall’amministrazione americana.
Araghchi ha avvertito che l’Iran è pronto a reagire a ulteriori pressioni militari e ha attribuito a Washington la responsabilità di eventuali sviluppi del conflitto. Il capo della diplomazia iraniana ha anche sostenuto che la guerra comporterà costi elevati per gli Stati Uniti, citando perdite economiche e militari.
Intanto a Teheran cresce l’attesa per la scelta della nuova Guida Suprema. L’Assemblea degli Esperti, composta da 88 religiosi, dovrebbe riunirsi entro 24 ore per designare il successore di Ali Khamenei, figura che detiene l’ultima parola sulle principali decisioni politiche e militari del Paese.
Nel frattempo proseguono le tensioni anche in Libano. L’esercito israeliano ha invitato i residenti rimasti nella periferia sud di Beirut a lasciare immediatamente l’area, segnalando la possibilità di nuovi raid contro obiettivi legati a Hezbollah.