Corruzione nella sanità a Palermo arresti per medici e imprenditori sequestrati oltre 1,2 milioni di euro

La polizia ha arrestato a Palermo il faccendiere Giuseppe Nicoletti accusato di aver organizzato un sistema di corruzione nella sanità per ottenere falsi riconoscimenti di invalidità. Durante le perquisizioni sono stati trovati oltre 1,2 milioni di euro nascosti in contanti.

Palermo
Corruzione nella sanità a Palermo arresti per medici e imprenditori sequestrati oltre 1,2 milioni di euro

Un’indagine della Squadra mobile di Palermo ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari per un presunto sistema di corruzione legato alla sanità pubblica. Il provvedimento, firmato dal gip su richiesta della procura, riguarda pubblici funzionari e imprenditori accusati di aver partecipato a un meccanismo illecito per ottenere benefici assistenziali.

Ai domiciliari è finito Giuseppe Nicoletti, 65 anni, indicato dagli investigatori come il punto di riferimento della rete. Durante una perquisizione gli agenti hanno sequestrato oltre 1 milione e 200 mila euro in contanti. Il denaro era diviso in mazzette e nascosto in scatole, trovate sia in una seconda abitazione sia nell’auto utilizzata dall’uomo.

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Secondo l’inchiesta, Nicoletti avrebbe fatto da intermediario tra cittadini e alcuni specialisti di strutture pubbliche, promettendo il riconoscimento di stati invalidanti. Il sistema si basava sulla produzione di certificazioni mediche false utili a ottenere prestazioni e agevolazioni previste dal sistema assistenziale.

Tra le persone poste agli arresti domiciliari c’è anche l’ortopedico dell’Asp G. L., 53 anni, e l’imprenditore di forniture ortopediche M. C., 52 anni. Per entrambi il giudice ha disposto anche la sospensione dalle rispettive attività, pubblica e privata, per un anno.

Al fisiatra dell’Asp B. S., 47 anni, e alla neuropsicologa A. S., 36 anni, è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria insieme al divieto temporaneo di svolgere incarichi pubblici. Un’ulteriore misura interdittiva ha colpito l’imprenditore ennese B. M., 48 anni, attivo nel settore delle forniture ortopediche.

L’inchiesta della sezione anticorruzione della Squadra mobile si è sviluppata tra il 2024 e il 2025 con l’uso di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Gli investigatori sostengono di aver ricostruito un sistema consolidato che ruotava attorno al faccendiere, capace di muoversi tra pratiche amministrative e procedure previdenziali per aggirare i controlli.

Dalle indagini emergerebbero anche episodi di corruzione legati alla vendita di dispositivi ortopedici. L’ortopedico indagato avrebbe indirizzato i pazienti visitati nell’Asp verso aziende specifiche in cambio di denaro e altri benefici, tra cui anche crostacei di pregio.

Durante gli interrogatori preventivi Nicoletti avrebbe fornito indicazioni sui compensi illeciti pagati ai professionisti e sulla percentuale trattenuta per ogni pratica, con somme che variavano tra 1.500 e 7.000 euro. Il fisiatra e la neuropsicologa hanno collaborato con gli investigatori, mentre le versioni fornite dall’ortopedico e dagli imprenditori sono state ritenute contraddittorie rispetto alle intercettazioni e ai pedinamenti raccolti dagli agenti.