Elena Abdullah Hussein uccisa da un drone iraniano in Kuwait
Elena Abdullah Hussein, 11 anni, è morta in Kuwait dopo che un drone iraniano ha colpito l’appartamento della sua famiglia durante gli attacchi legati alla risposta militare di Teheran. Due ore prima aveva telefonato al padre per dirgli che stava andando a dormire.
La sera del 3 marzo 2026 Elena Abdullah Hussein, bambina iraniana di 11 anni che viveva con la famiglia in Kuwait, è stata uccisa nel sonno quando un drone iraniano ha colpito la sua abitazione. L’attacco rientra nella serie di bombardamenti avviati da Teheran dopo l’operazione militare lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Secondo quanto ricostruito dalla famiglia, nei giorni precedenti ai raid gli Hussein si erano rifugiati nella cantina del palazzo. Dal 28 febbraio, quando erano iniziati i primi bombardamenti, avevano trascorso lì gran parte del tempo insieme ad altri residenti dell’edificio.
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Martedì però la situazione sembrava più tranquilla. Gli attacchi erano diminuiti e la famiglia aveva deciso di tornare nel proprio appartamento. Elena era andata nella sua stanza per dormire. Poco dopo l’abitazione è stata colpita dall’esplosione di un drone che ha centrato l’edificio.
Il padre ha raccontato che la bambina lo aveva chiamato circa due ore prima della tragedia. Quella sera lui era ancora al lavoro. «Mi ha detto che aveva cenato e che stava andando a letto. Poi mi ha detto ti voglio bene», ha spiegato. Nell’esplosione gli altri due figli sono rimasti feriti in modo lieve, mentre la madre è uscita illesa.
Elena è una delle otto vittime registrate in Kuwait dall’inizio degli attacchi legati alla campagna di rappresaglia iraniana. Nel Paese del Golfo vive una numerosa comunità iraniana, tra cui la famiglia della bambina.