Famiglia nel bosco, il tribunale separa i figli dalla madre Catherine durante le perizie
Catherine, madre dei tre bambini cresciuti in un casolare nel bosco vicino Ortona, è stata separata dai figli per decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila durante gli esami psicologici sui minori. I piccoli sono stati anche divisi tra loro.
Nuovo sviluppo nel caso della famiglia che viveva isolata nel bosco vicino Ortona. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento di Catherine dalla casa famiglia dove si trovava insieme ai tre figli e ha stabilito anche la separazione tra i bambini. Il provvedimento è stato comunicato mentre erano in corso le attività peritali sui minori.
A confermare la decisione dei giudici è stato l’avvocato della famiglia, Marco Femminella, arrivando nella struttura dove si svolgono le valutazioni. Il legale ha spiegato che l’ordinanza è arrivata durante lo svolgimento della consulenza tecnica e ha portato all’immediato distacco tra la madre e i figli.
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I tre bambini, allontanati dalla loro abitazione da circa quattro mesi, sono ora sottoposti a una serie di verifiche cliniche. Gli accertamenti sono condotti dalla psichiatra Simona Ceccoli, nominata dal tribunale come consulente tecnica d’ufficio, con la partecipazione del perito indicato dalla difesa, Tonino Cantelmi.
L’esame durerà due giorni e prevede colloqui e test mirati a ricostruire la condizione psicologica dei fratelli dopo il lungo periodo trascorso nel casolare isolato e la successiva permanenza in comunità. La relazione finale dovrebbe arrivare entro sessanta giorni e avrà un peso decisivo nelle valutazioni sul futuro della famiglia.
Nel frattempo resta incerto anche il destino dell’abitazione dove i genitori vivevano con i bambini. Armando Carusi, ex ristoratore che aveva concesso il casolare in comodato gratuito, ha ribadito di non voler prolungare l’accordo oltre un altro anno.
Carusi ha spiegato di aver già respinto la proposta di una fondazione del Nord Italia pronta a coprire le spese fino alla maggiore età dei minori. La disponibilità dell’immobile, ha chiarito, era nata solo come gesto temporaneo per consentire un ricongiungimento immediato.
Un altro nodo riguarda l’assenza di un progetto di ristrutturazione per la casa nel bosco, documento che Nathan non ha mai presentato al Comune. Secondo alcune testimonianze raccolte in zona, i genitori starebbero valutando l’acquisto o l’affitto di una struttura più grande nella stessa area.
La ricerca di una nuova abitazione potrebbe rappresentare un tentativo di soddisfare le richieste del tribunale sull’idoneità dell’ambiente familiare. Intanto la situazione resta complessa: i genitori sono lontani dai figli e, dopo l’ultimo provvedimento, anche separati tra loro.