L'Aquila, microcamere nei bagni delle case in affitto: indagato 56enne, registrazioni dal 2019
A L’Aquila un uomo di 56 anni è indagato per aver spiato gli inquilini dei suoi appartamenti con microcamere nascoste nei bagni. Le registrazioni, secondo gli investigatori, partirebbero dal 2019 e coinvolgerebbero decine di affittuari e ospiti.
L’inchiesta aperta a L’Aquila continua ad allargarsi e porta alla luce nuovi elementi. Un uomo di 56 anni è accusato di aver installato microcamere all’interno degli appartamenti che affittava, riprendendo di nascosto la vita quotidiana degli inquilini. Tra le persone finite nei video ci sarebbero studenti universitari, giovani professionisti e allievi della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza.
Le verifiche sui dispositivi sequestrati indicano che le registrazioni non sarebbero iniziate nel 2022, come emerso all’inizio dell’indagine. Gli investigatori ritengono ora che l’attività possa essere partita già nel 2019, circostanza che farebbe crescere il numero delle persone coinvolte e delle possibili violazioni avvenute negli anni.
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Intanto aumentano anche le denunce. Gli esposti presentati da affittuari e da alcune persone che frequentavano quegli appartamenti hanno raggiunto quota 47. Le riprese sarebbero state effettuate soprattutto nei bagni delle abitazioni messe in affitto dall’indagato.
L’uomo, proprietario anche di un bar nel capoluogo abruzzese, è attualmente sottoposto al divieto di avvicinamento agli alloggi di sua proprietà situati in via degli Acquaviva. Il provvedimento cautelare è stato disposto mentre proseguono gli accertamenti sui materiali sequestrati.
L’indagine si muove su due ipotesi di reato. La prima riguarda l’interferenza illecita nella vita privata, legata alla presenza di telecamere installate in ambienti domestici. La seconda, aggiunta successivamente, riguarda la possibile diffusione dei filmati registrati, nel caso in cui le immagini siano state condivise o fatte circolare.
Gli investigatori stanno inoltre verificando se tra i video recuperati compaiano anche minorenni. Questo aspetto, se confermato, potrebbe aggravare ulteriormente la posizione dell’indagato e ampliare il quadro delle responsabilità.