Morti sospette in ambulanza a Forlì, indagato l'autista Luca Spada

Luca Spada, autista di ambulanze di 27 anni, è indagato a Forlì per la morte di alcuni anziani durante i trasporti sanitari. L’inchiesta punta a chiarire almeno cinque decessi avvenuti mentre era in servizio e i possibili legami con un’impresa funebre locale.

Luca Spada
Morti sospette in ambulanza a Forlì, indagato l'autista Luca Spada

La Procura di Forlì indaga su una serie di decessi avvenuti durante trasporti sanitari e che avrebbero un elemento in comune: la presenza in servizio dell’autista di ambulanza Luca Spada. Il giovane, 27 anni, ha ricevuto a novembre un avviso di garanzia con l’accusa di omicidio volontario premeditato. Gli episodi al centro del fascicolo riguardano almeno cinque anziani morti mentre venivano accompagnati in ospedale.

L’inchiesta, condotta dai carabinieri insieme ai magistrati, procede con riservatezza. Spada è attualmente a piede libero ed è stato sospeso dal servizio alla Croce Rossa. Il 27enne ha sempre respinto ogni accusa e ribadito di non avere responsabilità nei decessi contestati.

Leggi anche: Forlì, chi è l'autista della Croce Rossa indagato per la morte di cinque anziani in ambulanza

Tra gli aspetti su cui gli investigatori stanno lavorando c’è anche il rapporto tra Spada e un socio di un’impresa funebre della zona. Dagli accertamenti sarebbero emersi contatti frequenti. Alcune testimonianze parlano di un possibile rapporto lavorativo occasionale, ma la società citata – la Onoranze funebri Romagna di Meldola – ha smentito qualsiasi collaborazione, spiegando che si tratta solo di un legame personale di lunga data.

Nel corso delle audizioni, alcuni colleghi avrebbero raccontato agli inquirenti di un clima difficile sul lavoro. Secondo le testimonianze raccolte, la presenza di Spada in ambulanza avrebbe spesso provocato tensioni e discussioni tra il personale, oltre a coincidere con episodi ritenuti insoliti durante i trasporti.

Uno dei casi più recenti riguarda una donna di 85 anni morta il 25 novembre. I familiari hanno incaricato gli avvocati Max Starni e Antonio Mambelli e sulla salma è stata disposta l’autopsia. Gli accertamenti medico-legali dovranno stabilire se il decesso sia stato provocato da un’embolia o da altre cause.

Altri parenti stanno valutando iniziative legali. Le figlie di un anziano morto il 13 ottobre in una struttura di lungodegenza dell’ospedale di Santa Sofia stanno esaminando la documentazione clinica per capire se il caso possa rientrare tra quelli oggetto dell’indagine.

L’uomo, ricoverato nella struttura sanitaria, il 9 ottobre doveva essere accompagnato all’ospedale di Forlì per una visita di controllo. L’ambulanza impiegata per il trasferimento secondario era guidata proprio dall’indagato. Dopo pochi chilometri dalla partenza il paziente fu colpito da un arresto cardiaco. Un medico riuscì a rianimarlo e il trasferimento venne completato, ma nelle ore successive le condizioni peggiorarono fino alla morte, avvenuta quattro giorni dopo.

Nel fascicolo della Procura compaiono anche altri decessi avvenuti il 24 febbraio, l’8 luglio e il 12 settembre. Dopo la notifica dell’avviso di garanzia sarebbero state avviate ulteriori verifiche su almeno altri tre casi per stabilire se esista un collegamento con l’attività dell’autista durante i turni di servizio.