Giorgia Meloni esclude guerra per l'Italia mentre cresce la crisi nel Golfo

Giorgia Meloni assicura che l’Italia non entrerà in guerra mentre cresce la tensione tra Iran e Paesi del Golfo. La premier conferma aiuti militari solo difensivi e nessun invio di soldati, mentre l’ambasciata italiana a Teheran viene chiusa per sicurezza.

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Giorgia Meloni esclude guerra per l'Italia mentre cresce la crisi nel Golfo

L’Italia non entrerà in guerra. Giorgia Meloni lo ha ribadito intervenendo in radio mentre la situazione tra Iran e Paesi del Golfo resta tesa. La presidente del Consiglio ha chiarito che il governo continuerà a sostenere gli alleati, ma senza coinvolgere direttamente le forze armate italiane in operazioni militari.

Il sostegno italiano resterà limitato soprattutto a sistemi di difesa, in particolare quelli destinati alla protezione aerea. Al momento non è previsto l’invio di militari italiani nell’area del Golfo. La premier tornerà sull’argomento l’11 marzo quando riferirà in Parlamento sugli sviluppi della crisi.

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Nel frattempo il ministero degli Esteri ha deciso di chiudere temporaneamente l’ambasciata italiana a Teheran. La misura è stata adottata per ragioni di sicurezza. Il personale diplomatico è stato trasferito a Baku, capitale dell’Azerbaigian, da dove continuerà a seguire i rapporti con le autorità iraniane.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che circa cinquanta cittadini italiani presenti nella capitale iraniana hanno attraversato il confine con l’Azerbaigian insieme all’ambasciatore e ai funzionari della sede diplomatica. La gestione dei contatti con Teheran proseguirà temporaneamente tramite l’ambasciata già operativa a Baku.

Sul tema delle installazioni militari presenti in Italia, la premier ha chiarito che al momento non sono arrivate richieste per un utilizzo diverso delle basi militari. Restano validi gli accordi bilaterali esistenti con gli Stati Uniti. Qualunque eventuale cambiamento, ha aggiunto, verrebbe comunque sottoposto all’esame del Parlamento.

Meloni ha inoltre respinto le voci su presunti attriti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo il recente incontro al Quirinale. Le indiscrezioni su tensioni istituzionali sono state definite dalla presidente del Consiglio semplicemente «fantascienza».

Nelle ultime ore la premier ha avuto diversi colloqui con leader stranieri. Tra questi il presidente francese Emmanuel Macron, con cui ha affrontato il tema della sicurezza nel Golfo e i rischi di un allargamento del conflitto in Medio Oriente.

Un confronto si è svolto anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Durante la conversazione i due leader hanno fatto il punto sugli sviluppi della guerra in Ucraina e sulle prospettive di una soluzione diplomatica, discutendo anche delle tensioni nella regione mediorientale.

La sicurezza dei cittadini italiani rimane una delle priorità della Farnesina. Secondo i dati aggiornati del ministero degli Esteri, nella regione del Golfo si trovano circa 8.900 italiani tra turisti e residenti temporanei.

La distribuzione riguarda 92 persone in Bahrain, 948 in Qatar, 6.536 negli Emirati Arabi Uniti e 1.386 in Oman. Il governo sta organizzando convogli e voli di rientro per chi desidera lasciare le aree considerate più esposte.

Nella notte circa duecento connazionali sono arrivati all’aeroporto di Ciampino. Altri voli sono partiti da Mascate diretti a Fiumicino. Dagli Emirati Arabi Uniti sono già rientrati 1.770 italiani con diversi collegamenti aerei decollati da Dubai. Tra i passeggeri c’era anche la cantante BigMama.

La crisi viene seguita con attenzione anche per le possibili ripercussioni sul traffico energetico nello Stretto di Hormuz. Attraverso questo passaggio marittimo transitano ogni giorno oltre 20 milioni di barili di petrolio, circa un quinto dei consumi mondiali.

Un eventuale blocco dello stretto avrebbe effetti immediati sui mercati internazionali dell’energia e sul commercio globale. Per questo l’Italia, insieme ai partner europei e agli alleati occidentali, continua a puntare su iniziative diplomatiche per ridurre le tensioni nella regione.