Assegno unico 2026, da marzo scatta l'importo minimo senza Isee aggiornato
L’Assegno unico cambia da marzo se l’Isee 2026 non viene aggiornato. Senza la nuova dichiarazione economica, l’Inps paga l’importo minimo. Le famiglie possono però presentare l’Isee entro il 30 giugno e ottenere il ricalcolo con gli arretrati spettanti.
Il mese di marzo segna un passaggio decisivo per chi riceve l’Assegno unico. Con l’inizio del 2026 le famiglie devono presentare il nuovo Isee, il documento che fotografa redditi e patrimonio del nucleo familiare. Senza questo aggiornamento, l’Inps continua a erogare il contributo ma applica automaticamente la cifra più bassa prevista.
L’Isee è la base utilizzata dallo Stato per stabilire l’accesso a bonus e prestazioni sociali. Anche per l’assegno destinato ai figli a carico l’importo varia proprio in base alla situazione economica dichiarata. Se il documento non viene rinnovato, l’Istituto non può calcolare la quota corretta e procede con il pagamento minimo.
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Per il 2026 le soglie e gli importi collegati all’Isee sono stati aggiornati con un aumento dell’1,4%, adeguamento legato all’inflazione rilevata dall’Istat. Il nuovo valore economico del nucleo familiare permette quindi di determinare con precisione l’importo spettante a ogni famiglia.
Chi non ha ancora presentato la nuova dichiarazione ha comunque tempo per regolarizzare la posizione. Se l’Isee viene trasmesso entro il 30 giugno 2026, l’Inps ricalcola le somme dovute e riconosce anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.
Per chi ha già ottenuto la misura negli anni passati non serve inoltrare una nuova domanda. L’assegno continua a essere pagato automaticamente se negli archivi dell’Inps la richiesta risulta già accolta. L’unico passaggio necessario resta quindi il rinnovo dell’Isee con i documenti aggiornati sulla situazione economica della famiglia.