Iran, i quattro obiettivi di Trump nell'offensiva contro Teheran

Donald Trump difende l’operazione militare contro l’Iran e spiega gli obiettivi degli Stati Uniti. La Casa Bianca parla di offensiva necessaria per prevenire un attacco e bloccare le capacità nucleari e militari di Teheran.

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Iran, i quattro obiettivi di Trump nell'offensiva contro Teheran

Donald Trump rivendica i risultati iniziali dell’operazione militare lanciata dagli Stati Uniti insieme a Israele contro l’Iran. Durante un evento alla Casa Bianca il presidente ha descritto le prime fasi della campagna come un successo pieno, sostenendo che l’azione abbia già garantito un controllo quasi totale dei cieli nelle prime cento ore di operazioni.

Secondo Trump, questa superiorità permetterà agli aerei americani e israeliani di spingersi più in profondità nel territorio iraniano. Il presidente ha parlato apertamente dell’indebolimento della leadership di Teheran, affermando che i vertici del paese starebbero perdendo rapidamente potere mentre l’offensiva prosegue.

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Il capo della Casa Bianca ha giustificato l’intervento sostenendo che un attacco era inevitabile. “Se non fossimo intervenuti noi, sarebbe stato l’Iran a colpire Israele”, ha dichiarato, ribadendo la posizione già espressa dall’amministrazione nelle ore precedenti.

La portavoce Karoline Leavitt ha spiegato che la decisione di avviare l’operazione, chiamata “Furia Epica”, nasce dalla convinzione che Teheran stesse preparando azioni contro interessi statunitensi nella regione. Secondo la Casa Bianca, il presidente avrebbe agito sulla base di informazioni e valutazioni considerate affidabili.

L’amministrazione ha indicato con precisione gli obiettivi dell’offensiva. Il primo è la neutralizzazione del programma nucleare iraniano, con lo scopo di impedire definitivamente a Teheran di dotarsi dell’arma atomica.

Tra le priorità figurano anche la distruzione della marina iraniana e il ridimensionamento dei programmi missilistici del paese. Washington vuole inoltre impedire all’Iran di sostenere gruppi armati alleati nella regione, considerati parte della rete di proxy legata a Teheran.

Il cambio di regime, almeno ufficialmente, non è tra gli obiettivi immediati dichiarati dalla Casa Bianca. Leavitt ha chiarito che il presidente continua a ritenere il governo iraniano responsabile di attività terroristiche, ma la priorità resta la riuscita rapida dell’operazione militare.

Allo stesso tempo, Trump starebbe discutendo con i suoi consiglieri il possibile ruolo degli Stati Uniti in Iran dopo la fine delle operazioni. Per ora, ha ribadito la portavoce, l’attenzione resta concentrata sull’esito dell’offensiva e sul raggiungimento degli obiettivi militari fissati dall’amministrazione.