Mondiali 2026, guerra in Medio Oriente mette a rischio la presenza dell'Iran
L’Iran rischia di non partecipare ai Mondiali 2026 a causa della guerra in Medio Oriente e delle tensioni con gli Stati Uniti. La nazionale asiatica, già qualificata, non ha preso parte a una riunione FIFA ad Atlanta mentre cresce l’incertezza sulla sua presenza.
La partecipazione dell’Iran ai Mondiali di calcio del 2026 è diventata improvvisamente incerta. Il conflitto in Medio Oriente e il clima politico con gli Stati Uniti rischiano di avere effetti anche sul torneo che si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio.
La nazionale iraniana aveva conquistato la qualificazione vincendo il gruppo A delle eliminatorie asiatiche, centrando la quarta partecipazione consecutiva alla Coppa del Mondo. Ora però lo scenario è cambiato. Il Paese non ha preso parte al vertice organizzativo della FIFA tenuto ad Atlanta con le federazioni già qualificate, circostanza che ha alimentato i dubbi sulla presenza della squadra alla fase finale.
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Il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, ha spiegato che la situazione militare rende difficile guardare al torneo con serenità. Gli attacchi attribuiti a forze statunitensi e israeliane, ha detto, potrebbero portare a una risposta e i dirigenti sportivi del Paese valuteranno se partecipare o meno alla competizione.
Negli Stati Uniti il tema si intreccia anche con la politica. L’amministrazione guidata da Donald Trump ha introdotto un divieto di ingresso molto restrittivo per alcuni Paesi, tra cui l’Iran. Le squadre e lo staff tecnico sono esclusi dal provvedimento, ma eventuali deroghe per dirigenti o rappresentanti governativi devono essere valutate singolarmente dal Dipartimento di Stato.
Andrew Giuliani, responsabile della task force della Casa Bianca dedicata ai Mondiali, ha sostenuto che le recenti operazioni americane contro la leadership iraniana riducono i rischi per la sicurezza internazionale e per i milioni di spettatori attesi negli Stati Uniti durante il torneo.
Nel tabellone della fase finale l’Iran è inserito nel Gruppo G insieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda, con partite programmate tra Los Angeles e Seattle. Se la federazione decidesse di ritirarsi, la FIFA dovrebbe intervenire per stabilire come riempire il posto rimasto vacante.
Il regolamento del torneo prevede sanzioni economiche per le federazioni che rinunciano dopo la qualificazione. Chi si ritira entro 30 giorni dall’inizio del Mondiale rischia una multa minima di 250mila franchi svizzeri, che può salire ad almeno 500mila in caso di rinuncia più tardiva. In più la federazione dovrebbe restituire i contributi ricevuti per la preparazione al torneo.
Le norme lasciano però alla FIFA piena libertà sulla sostituzione della squadra esclusa o ritirata. L’organizzazione può decidere autonomamente quale federazione invitare al posto di quella mancante.
Secondo Evelina Christillin, ex membro del consiglio FIFA, il rimpiazzo arriverebbe con ogni probabilità dall’Asia. Tra le possibili candidate vengono citate Iraq ed Emirati Arabi Uniti. La decisione finale spetterebbe al Council della federazione internazionale.