Attacco in Iran, Tricarico esclude guerra in Europa e chiede più difesa aerea

Leonardo Tricarico esclude un’estensione della guerra iraniana all’Europa dopo l’attacco Usa-Israele e il presunto drone su Cipro. L’ex capo dell’Aeronautica invita alla prudenza e chiede di rafforzare la difesa aerea nazionale.

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Attacco in Iran, Tricarico esclude guerra in Europa e chiede più difesa aerea

Dopo il raid congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la notizia di un drone di produzione iraniana che avrebbe raggiunto una base britannica a Cipro, torna la domanda che agita le cancellerie europee: il conflitto può allargarsi fino al nostro continente? Per il generale Leonardo Tricarico, la risposta è no.

L’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, oggi presidente della Fondazione Icsa, invita a mantenere lucidità. A suo giudizio, un coinvolgimento diretto dell’Europa in una guerra convenzionale è uno scenario da escludere. Anche nell’ipotesi che un drone armato abbia colpito l’isola di Cipro, non ci sarebbero le condizioni per un’escalation su larga scala verso i Paesi europei.

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Tricarico osserva che il punto di forza militare di Teheran resta l’arsenale missilistico. In una fase in cui il regime affronta minacce che mettono a rischio la propria sopravvivenza, difficilmente destinerebbe risorse preziose contro obiettivi europei, ritenuti meno strategici rispetto ad altri fronti.

Il generale, però, non abbassa la guardia. Il pericolo potrebbe assumere forme diverse: attacchi missilistici mirati, azioni terroristiche o l’attivazione di cellule dormienti legate alla diaspora ostile al regime. In questo caso, i bersagli potrebbero essere luoghi simbolici o spazi pubblici, colpiti con mezzi anche rudimentali.

Un altro nodo riguarda la difesa aerea. L’Italia, spiega Tricarico, dispone di un sistema che presenta vulnerabilità e non può dirsi impenetrabile. Per questo ritiene necessario intervenire con decisione, potenziando la protezione dello spazio aereo come primo passo concreto verso un modello di sicurezza nazionale – o europeo – più solido.