Morte di Ali Khamenei e attacchi nel Golfo, cresce il rischio di guerra globale

Ali Khamenei è morto dopo un attacco di Stati Uniti e Israele su Teheran, scatenando la reazione iraniana con missili nel Golfo e allarme globale. Colpite basi e città, voli sospesi e tensione altissima tra le potenze coinvolte.

Khamenei
Morte di Ali Khamenei e attacchi nel Golfo, cresce il rischio di guerra globale

La morte della Guida Suprema Ali Khamenei segna una svolta improvvisa nella crisi mediorientale. L’annuncio è arrivato nella notte del 28 febbraio 2026, dopo i bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele su Teheran. La risposta iraniana è stata immediata, con il lancio di missili verso diversi obiettivi nell’area del Golfo.

Le prime ore successive all’attacco sono state segnate da esplosioni e sirene. A Tel Aviv la popolazione si è rifugiata nei bunker, mentre detonazioni sono state segnalate anche a Dubai, sull’isola artificiale Palm Jumeirah. Colpiti anche altri Paesi della regione: in Qatar e Kuwait si registrano danni e feriti, tra cui dipendenti dell’aeroporto internazionale di Kuwait City.

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Le Guardie della Rivoluzione hanno annunciato nuove operazioni contro basi militari americane nell’area. Washington ha invitato le navi commerciali a evitare il Golfo Persico. A Teheran, intanto, le autorità hanno chiesto ai cittadini di lasciare la capitale tramite messaggi inviati sui telefoni cellulari.

La crisi ha avuto ripercussioni immediate anche sui collegamenti aerei. Negli Emirati Arabi Uniti i voli sono stati sospesi, lasciando bloccati migliaia di passeggeri. Tra loro anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, fermo a Dubai mentre tentava di rientrare in Italia con la famiglia.

Il timore ora riguarda l’allargamento del conflitto. Russia e Cina hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, mentre da Teheran il ministro degli Esteri Araghchi ha sollecitato una reazione internazionale contro quelli che definisce attacchi illegittimi.

Sul piano politico, Israele spinge apertamente per un cambio di potere in Iran. Il premier Benjamin Netanyahu ha invitato la popolazione iraniana a ribellarsi, parlando di un momento decisivo per il futuro del Paese. La caduta del regime degli ayatollah aprirebbe scenari imprevedibili nella regione.

In Italia il governo ha convocato riunioni d’emergenza a Palazzo Chigi. La premier Giorgia Meloni ha avviato contatti con partner internazionali, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha attivato l’Unità di crisi per monitorare la situazione dei cittadini italiani presenti nell’area.

Secondo la Farnesina, al momento non risultano italiani coinvolti negli attacchi. Restano però decine di migliaia i connazionali tra Medio Oriente e Golfo, molti dei quali bloccati per la chiusura degli aeroporti. Sono stati allestiti punti di assistenza a Doha e Abu Dhabi.

A Roma è stato rafforzato il livello di sicurezza attorno a sedi diplomatiche e luoghi sensibili. Le autorità hanno intensificato i controlli e convocato il Comitato di analisi strategica antiterrorismo. Ai cittadini italiani nell’area è stata raccomandata la massima prudenza e di evitare spostamenti non necessari.