Iran lancia missili e droni nel Medio Oriente e mostra il suo arsenale

L’Iran risponde agli attacchi di Stati Uniti e Israele con missili e droni, puntando su armi a lungo raggio. Teheran mostra il proprio arsenale colpendo diversi Paesi del Medio Oriente e minacciando nuove tecnologie.

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Iran lancia missili e droni nel Medio Oriente e mostra il suo arsenale

L’Iran ha reagito agli attacchi attribuiti a Stati Uniti e Israele con una serie di lanci di missili e droni diretti in varie aree del Medio Oriente. Le operazioni si sono sviluppate in più fasi e hanno coinvolto non solo obiettivi israeliani, ma anche territori di Arabia Saudita, Qatar, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti.

Secondo fonti militari iraniane, i primi attacchi sarebbero stati condotti utilizzando armamenti già presenti nei depositi. Il generale dei Guardiani della Rivoluzione Ebrahim Jabbari ha parlato apertamente di nuove armi pronte a essere mostrate, lasciando intendere un possibile salto tecnologico nelle prossime mosse di Teheran.

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L’apparato missilistico iraniano resta uno dei più ampi della regione. Le stime parlano di oltre mille missili disponibili, con modelli capaci di coprire lunghe distanze. I Soumar possono arrivare fino a circa 3000 chilometri, mentre i Sejjil raggiungono obiettivi entro i 2000 chilometri, coprendo gran parte del Medio Oriente e aree limitrofe.

Accanto ai missili, l’Iran ha impiegato anche droni a lungo raggio. I velivoli della serie Shahed possono operare fino a circa 1700 chilometri dal punto di lancio. Video diffusi online mostrerebbero il loro arrivo su città come Abu Dhabi e Dubai, segno di una capacità operativa estesa e coordinata.

Nelle ultime ore sarebbe stato utilizzato anche il missile ipersonico Fattah, considerato tra i sistemi più avanzati di Teheran. Secondo dati diffusi da fonti iraniane, può raggiungere velocità tra Mach 13 e Mach 15 e colpire bersagli a circa 1400 chilometri. Il sistema sarebbe in grado di modificare la traiettoria in volo, rendendo più difficile l’intercettazione.

Le Forze di difesa israeliane riferiscono inoltre del possibile impiego di missili balistici dotati di testate a grappolo. Questi ordigni rilasciano più submunizioni durante la fase di discesa, distribuendo esplosivi su un’area estesa fino a diversi chilometri.