Sanremo, look e voti della serata cover tra Balti regina e scelte discutibili
Bianca Balti conquista la quarta serata di Sanremo grazie a look impeccabili e scelte sartoriali curate, mentre sul palco delle cover abiti e stile superano spesso la musica, tra esperimenti riusciti e scivoloni evidenti.
Nella quarta serata del Festival di Sanremo, dedicata alle cover, a catturare l’attenzione sono soprattutto gli outfit. A un passo dalla finale, artisti e ospiti alzano la posta anche sul piano visivo, con risultati molto diversi tra loro.
Laura Pausini sceglie il nero per quasi tutta la serata, affidandosi a silhouette decise. Il primo look, con guanti fucsia e occhiali gioiello, convince a metà. Il secondo abito in pelle non valorizza le proporzioni. Meglio il terzo cambio, più equilibrato e pulito.
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Elettra Lamborghini porta sul palco un’immagine colorata e folkloristica insieme a Las Ketchup. Ruches, scolli e coordinati creano un effetto vivace ma poco raffinato, più scenico che elegante.
Confusione invece per il duo formato da Eddie Brock e Fabrizio Moro, con abiti poco armonici e privi di una direzione chiara. Un accostamento che non trova equilibrio.
Mara Sattei cresce rispetto alle serate precedenti con un abito in tulle dalle sfumature luminose, mentre Mecna punta su un’eleganza essenziale. Insieme risultano credibili e ben assortiti.
Patty Pravo torna in velluto blu e domina la scena con classe naturale. Al suo fianco, il ballerino Timofej Andrijashenko in bianco completa un quadro raffinato e senza tempo.
La protagonista assoluta è Bianca Balti, impeccabile in ogni uscita. Dai drappeggi in seta ai dettagli dorati, ogni abito è studiato nei minimi particolari. Il nero finale, con pizzo e spacco deciso, chiude una sequenza di altissimo livello.
Levante e Gaia puntano su jumpsuit anni Settanta coordinate. L’insieme è gradevole ma senza guizzi. Il bacio finale strappa un sorriso ma non lascia il segno.
Malika Ayane sorprende con un completo maschile rivisitato, mentre Claudio Santamaria opta per uno smoking essenziale. Una coppia elegante senza eccessi.
Più caotica la proposta di Cristina D’Avena con Le Bambole di Pezza: pizzi, catene e sovrapposizioni creano un effetto disordinato che non convince.
Dargen D’Amico e Pupo giocano sull’ironia con occhiali scuri e stili diversi ma compatibili. Un equilibrio curioso che funziona a tratti.
Tommaso Paradiso resta fedele al suo stile sobrio, senza sorprese. Michele Bravi e Fiorella Mannoia, invece, si distinguono per eleganza e coerenza, risultando tra i meglio vestiti.
Atmosfera familiare per Tredici Pietro e Gianni Morandi: i più giovani scelgono uno stile rilassato, Morandi risponde con uno smoking impeccabile.
Maria Antonietta e Colombre, insieme a Brunori Sas, puntano su richiami anni Sessanta ma senza particolare incisività. Fulminacci e Francesca Fagnani optano per una sobrietà che rischia di passare inosservata.
LDA, Aka 7even e Tullio De Piscopo coordinano il denim con coerenza, mentre Raf e i The Kolors inciampano in scelte poco valorizzanti.
J-Ax sorprende con un look pulito e credibile, ben accompagnato dal gruppo. Ditonellapiaga porta leggerezza con un’immagine fresca e ben calibrata.
Enrico Nigiotti resta fedele allo stesso outfit per tutta la settimana, senza variazioni. Serena Brancale punta invece su un rosso deciso, più teatrale rispetto ai giorni precedenti.
Sayf si distingue con un completo audace a petto nudo, sostenuto da scelte più discrete di Alex Britti e Mario Biondi.
Francesco Renga prova una svolta rock che non convince del tutto, mentre Giusy Ferreri propone un tuxedo dress originale ma difficile da interpretare.
Arisa torna al bianco con un abito etereo, completato da una treccia ordinata. Belén Rodríguez, insieme a Samurai Jay e Roy Paci, costruisce invece un trio forte e seducente.
Sal Da Vinci e Michele Zarrillo scelgono il nero senza errori ma senza particolari slanci. Più riuscita la combinazione tra Fedez e Marco Masini, che trovano un equilibrio tra personalità diverse.
Ermal Meta si distingue con una proposta sofisticata e moderna, tra le più curate della serata. Nayt lascia spazio a Joan Thiele, protagonista con un look scenico e originale.
Luchè e Gianluca Grignani faticano a trovare una sintonia stilistica. Più centrato Chiello, che rilegge elementi storici in chiave contemporanea.
Chiudono Leo Gassmann e Aiello con scelte semplici ma efficaci, puntando su linee pulite e senza eccessi.