Paolo Ruffini tra amore, carriera e incontri decisivi
Paolo Ruffini racconta la sua vita e le scelte che lo hanno segnato, dagli inizi nel cinema a MTV fino alla separazione dall’ex moglie, spiegando come amore, lavoro e incontri decisivi abbiano cambiato il suo percorso.
Paolo Ruffini si mette a nudo e ripercorre le tappe che hanno segnato la sua vita, tra lavoro e sfera privata. Ospite del podcast “One More Time”, il comico livornese racconta episodi poco noti, partendo dagli esordi fino ai progetti più recenti, senza tralasciare momenti personali delicati.
Il primo passo nel mondo del cinema arriva quasi per caso con il provino per “Ovosodo”. Ruffini si presenta a Cinecittà con un look completamente diverso da quello richiesto, su consiglio della madre. Il regista Paolo Virzì non apprezza il cambiamento, ma gli assegna comunque una piccola parte. Un’esperienza che lo segna, anche se lontana dalle aspettative iniziali.
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Un’altra svolta arriva grazie a Luca Bizzarri. Dopo un provino per MTV, Ruffini riceve una telefonata inaspettata con consigli molto concreti: studiare inglese, migliorare la forma fisica e osservare i grandi della televisione americana. Seguendo quelle indicazioni, riesce a trovare spazio come VJ, dando slancio alla sua carriera.
Tra i racconti più personali emerge quello legato all’ex moglie Claudia Campolongo. La donna soffriva di forti attacchi di panico e, per stargli vicino, arrivava a seguirlo ovunque, anche durante le riprese, restando nascosta nel bagagliaio dell’auto. Un gesto che Ruffini descrive come una prova estrema d’amore, vissuta però con fatica da entrambi.
La relazione si conclude nel 2013 con una frase che lui non ha dimenticato: non una rottura, ma una liberazione. Una scelta dolorosa che segna entrambi, ma che nasce dal bisogno di lasciare spazio all’altro.
Oggi Ruffini porta avanti progetti che coinvolgono persone comuni, bambini e anziani. Nei suoi spettacoli e nei video, affronta temi profondi con semplicità, come il rapporto tra vita e morte. Racconta, ad esempio, le parole di un bambino che immagina il nonno ancora presente grazie a un legame invisibile.
Accanto al lavoro artistico, c’è anche l’esperienza a San Patrignano, dove ha realizzato un film insieme ai ragazzi della comunità. Durante le riprese, vede giovani con storie difficili emozionarsi per un semplice diploma ricevuto sul set, un gesto che per loro assume un valore enorme.
Infine, il ricordo dei genitori resta centrale. Con la madre associa il cinema e i momenti di affetto vissuti davanti ai film. Con il padre, invece, il legame si rafforza negli ultimi istanti di vita, in una notte che Ruffini descrive come intensa e piena di vicinanza.