Mogol premiato a Sanremo, tra carriera e nuovi riconoscimenti

Mogol riceve il premio alla carriera a Sanremo per i suoi 90 anni e una lunga storia di successi, mentre annuncia nuovi impegni dopo aver scritto l’inno dei vigili del fuoco e ottenuto un riconoscimento ufficiale.

Mogol
Mogol premiato a Sanremo, tra carriera e nuovi riconoscimenti

Giulio Rapetti, in arte Mogol, sale sul palco dell’Ariston nella serata del 26 febbraio per ricevere un premio alla carriera che celebra i suoi 90 anni e decenni di canzoni entrate nella memoria collettiva.

Il paroliere accoglie il riconoscimento con semplicità, senza nascondere la soddisfazione. Subito dopo la cerimonia, però, non si fermerà a lungo in Riviera: ha già altri impegni in agenda, tra cui una cerimonia legata ai vigili del fuoco, per i quali ha scritto un inno ufficiale.

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Con il suo consueto tono ironico, racconta di collezionare onorificenze: dopo essere stato simbolicamente legato a polizia e carabinieri, ora si prepara a “diventare” anche pompiere. «Sono fortunato», scherza.

La sua storia al Festival è segnata da quattro vittorie, distribuite in epoche diverse: dal successo di “Al di là” nel 1961 fino a “Se stiamo insieme” nel 1991. In mezzo, altri brani che hanno segnato la musica italiana.

Tra i ricordi più personali, cita “Dormi amore”, scritta con Gianni Bella e cantata da Adriano Celentano, dedicata alla moglie Daniela. Un brano che unisce sentimento e riflessione, nato anche dal legame con Bella, definito da Mogol un artista di grande talento.

Sul Festival di oggi, il giudizio è sereno: lo segue quando può e non vede problemi nel suo lato televisivo, anzi lo considera parte del suo successo popolare.

Più netto il pensiero sulla musica contemporanea: Mogol preferisce non esprimere giudizi sugli artisti in gara e ribadisce che la musica non appartiene alla politica. «Può piacere o no, ma non ha colore», sintetizza.

Infine torna su una polemica recente legata a Giorgia, difendendo la cantante e parlando di un modo diverso di interpretare le canzoni oggi, più legato alla comunicazione che alla pura esibizione vocale.