Recensione Nested Lands

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Recensione Nested Lands

Nested Lands si propone come una sintesi ambiziosa tra survival hardcore e gestione di un insediamento, immersa in un Medioevo di fantasia segnato da una pestilenza devastante. È un titolo che punta tutto sulla sensazione di precarietà costante, mettendo il giocatore di fronte a un mondo ostile non solo per la presenza di nemici, ma anche per le sue stesse regole di sopravvivenza. L’esperienza è volutamente aspra, poco accomodante, e costruita per chi cerca un gameplay lento, ragionato e punitivo, dove ogni conquista è frutto di pianificazione e resistenza più che di abilità puramente belliche.

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Storia e Gameplay

Il contesto narrativo ruota attorno a un mondo che tenta di rialzarsi dopo una pestilenza. L’ambientazione iniziale vede il giocatore approdare sull’isola di Norovellir, una terra martoriata in cui i resti di vecchi villaggi convivono con banditi, luoghi contaminati dalla peste e superstiti allo stremo. L’obiettivo narrativo non è salvare il mondo, ma ricostruire qualcosa di duraturo laddove tutto è crollato, seguendo un ideale di rinascita tramandato da una generazione all’altra. La storia non viene mai raccontata in modo lineare: emerge attraverso l’esplorazione, lettere abbandonate, appunti personali e luoghi simbolici come cimiteri, miniere profonde e aree infette da bonificare. Questo approccio frammentato rafforza il senso di decadenza e rende il mondo credibile, lasciando al giocatore il compito di ricostruire il passato e dare un significato alle proprie azioni. Il gameplay è una fusione diretta tra meccaniche survival classiche e gestione di un villaggio in continua evoluzione. La sopravvivenza personale passa da sistemi ben noti ma ben integrati: fame, sete, sonno, temperatura corporea e igiene. Quest’ultimo aspetto assume un ruolo sorprendentemente centrale, poiché trascurare la pulizia espone al rischio di contrarre la peste o di diffonderla tra gli abitanti dell’insediamento.

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Azioni semplici come lavarsi in uno specchio d’acqua o utilizzare strutture dedicate diventano quindi fondamentali per la salute collettiva. La costruzione del villaggio rappresenta il fulcro dell’esperienza a medio-lungo termine. Ogni casa può ospitare un singolo abitante, reclutabile tra vagabondi disposti a lavorare in cambio di protezione, cibo e acqua. I superstiti possono essere assegnati a ruoli specifici e a postazioni di creazione, ma la gestione della forza lavoro mostra ancora margini di miglioramento. L’autonomia degli abitanti è limitata e richiede un controllo costante da parte del giocatore: senza una gestione attenta dei materiali, i lavoratori rischiano di restare inattivi o di produrre in modo ripetitivo un singolo oggetto. L’esplorazione, invece, è uno degli elementi più riusciti. Norovellir è ricca di punti d’interesse, pericoli ambientali e frammenti narrativi che premiano la curiosità. Anche una volta completati gli obiettivi principali, il mondo rimane aperto e persistente, consentendo di continuare a espandere il villaggio, eliminare minacce e consolidare la propria reputazione.

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Aspetto Tecnico

Nested Lands offre un comparto tecnico solido, pensato più per la funzionalità che per lo spettacolo, e su un PC con Windows11 Pro, 32 GB di RAM, AMD Ryzen 57600X e GeForce RTX3060Ti 8GB GDDR6 questa solidità si traduce in un’esperienza fluida e immersiva: il motore grafico riproduce villaggi e foreste medievali con texture dettagliate, illuminazione dinamica e ombre realistiche senza cali di frame, mentre la CPU multithreaded gestisce con facilità la simulazione complessa di NPC e risorse. I caricamenti rapidi su SSD NVMe migliorano sensibilmente l’esperienza esplorativa, consentendo transizioni quasi istantanee tra aree e villaggi, e la stabilità generale permette sessioni prolungate senza interruzioni.

Dal punto di vista artistico, il gioco punta su tonalità cupe e ambienti decadenti, coerenti con il tema della pestilenza e della sopravvivenza estrema: i villaggi abbandonati e le aree infette trasmettono efficacemente un senso di disagio e pericolo latente, mentre il comparto audio lavora in sottrazione, con musiche discrete e suoni ambientali che accentuano isolamento e tensione senza mai sovraccaricare il giocatore. A 1440p, il gioco mantiene stabilmente 75–90fps anche con effetti meteo e riflessi volumetrici attivi, mentre a 4K la fluidità resta intorno ai 55–65fps. Grazie a monitor da 144–165Hz e a un tocco di Ray Tracing leggero, illuminazione e ombre risultano efficaci sia nell’esplorazione sia nei combattimenti, e la gestione del villaggio risulta dettagliata, immersiva e tecnicamente stabile.

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Conclusioni

Nested Lands è un titolo che mette al centro la ricostruzione lenta e faticosa di una comunità in un mondo che sembra rifiutare ogni tentativo di rinascita. Le sue meccaniche di sopravvivenza sono solide e coerenti, l’esplorazione è gratificante e la narrazione ambientale fa il suo lavoro. Al tempo stesso, la gestione degli abitanti e dell’artigianato richiede ancora un notevole intervento manuale, limitando parzialmente il senso di autonomia del villaggio. Resta comunque un’esperienza intensa e coerente, capace di offrire grande soddisfazione a chi ama i survival complessi e non teme una curva di apprendimento severa. Nested Lands non cerca di piacere a tutti, infatti il suo comparto tecnico non è al top, ma chi ne accetta la filosofia troverà un mondo credibile, spietato e sorprendentemente coinvolgente.

Voto finale 7,5/ 10

Pro

  • Atmosfera cupa e fortemente immersiva
  • Buona integrazione tra survival e gestione del villaggio
  • Esplorazione appagante e ricca di narrazione ambientale
  • Sistema di reputazione e progressione non guidata

Contro

  • Autonomia degli abitanti limitata e macchinosa
  • Ritmo lento, soprattutto nelle fasi iniziali
  • Richiede pazienza e pianificazione costante