Caso Cinturrino, accuse pesanti sul poliziotto di Rogoredo tra omicidio e abusi

Carmelo Cinturrino ha sparato per uccidere Abderrahim Mansouri, secondo il gip, e ha cercato di coprire l’accaduto alterando la scena. Le indagini raccontano di intimidazioni e richieste di denaro nel bosco di Rogoredo.

Carmelo Cinturrino
Caso Cinturrino, accuse pesanti sul poliziotto di Rogoredo tra omicidio e abusi

Per il giudice non ci sono dubbi: Carmelo Cinturrino ha sparato con l’intenzione di uccidere Abderrahim Mansouri. Il colpo, esploso da circa trenta metri, ha raggiunto la vittima alla testa. Una dinamica che, secondo il gip Domenico Santoro, contraddice la versione fornita dall’agente, ritenuta poco credibile.

Dopo l’arresto, l’uomo ha ammesso solo alcuni elementi già accertati, come la presenza di una pistola finta collocata accanto al corpo. Un gesto che per gli inquirenti rappresenta un tentativo di alterare la scena. Ha invece continuato a negare altri passaggi, tra cui il contatto con il cadavere.

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Il fermo non è stato convalidato per assenza di rischio di fuga, ma il giudice ha disposto comunque la custodia in carcere. La decisione si basa sul pericolo che l’indagato possa reiterare condotte violente o interferire con le prove raccolte.

Nel frattempo, si muove anche il fronte disciplinare. Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha avviato la procedura per la destituzione, una scelta accelerata rispetto ai tempi usuali per la gravità del caso. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in visita a Milano, ha parlato di una vicenda dolorosa, ribadendo però la fiducia nelle forze dell’ordine.

Durante l’interrogatorio, Cinturrino ha sostenuto di aver sparato per paura e con intento intimidatorio. Una ricostruzione che il gip respinge, evidenziando la distanza dello sparo e la precisione del colpo. Anche la collaborazione promessa dall’indagato si è fermata, secondo il giudice, a dichiarazioni parziali.

L’agente ha inoltre attaccato i colleghi coinvolti nell’indagine per favoreggiamento e omissione di soccorso, definendo “infamità” le loro dichiarazioni. Alcuni di loro hanno raccontato di richieste di denaro e droga rivolte a pusher e tossicodipendenti nell’area di Rogoredo.

Dalle testimonianze emerge un quadro di pressioni e abusi già segnalato anche dai legali della famiglia Mansouri. Cinturrino ha negato ogni accusa, respingendo anche episodi di violenza fisica e sostenendo di non aver mai avuto rapporti con la vittima.

Un testimone oculare, ritenuto attendibile, ha riferito che dopo lo sparo l’agente gli avrebbe intimato di allontanarsi, mentre Mansouri era ancora a terra. I soccorsi sarebbero stati chiamati solo dopo oltre venti minuti. Un dettaglio che pesa nella ricostruzione degli investigatori.

Chi è il poliziotto fermato per l'omicidio di Mansouri

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