Sanremo 2026, Sayf debutta tra radici liguri e nuova scena urban
Sayf debutta a Sanremo 2026 con Tu mi piaci tanto, portando sul palco un percorso nato tra Genova e la Liguria e cresciuto tra rap e contaminazioni musicali. Il brano unisce melodia e riferimenti personali, tra memoria e attualità.
Sayf è tra i trenta Big in gara al Festival di Sanremo 2026, dove presenta “Tu mi piaci tanto”, brano che segna il suo esordio all’Ariston. Ventisei anni, nato a Genova da madre tunisina e padre italiano, è cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, mantenendo un legame forte con la sua terra.
La musica entra presto nella sua vita. Da ragazzo studia tromba, strumento che continua a usare anche oggi e che ritorna nelle sue produzioni. A quattordici anni scopre il rap e inizia a scrivere, trovando una propria direzione lontana dagli schemi più rigidi del genere.
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Nel 2017 fonda insieme al produttore Zero Vicious il collettivo Luvre Muzik. Con loro pubblica i primi lavori indipendenti, tra cui “Sono triste” e “Everyday Struggle”, realizzato durante il periodo della pandemia mentre viveva a Milano. Sono esperienze che contribuiscono a definire il suo stile.
Il salto arriva nel 2024, quando crea il collettivo Genovarabe e firma con ADA/Warner Music. L’EP “Se Dio vuole” e una serie di singoli lo portano all’attenzione del pubblico, aprendo a collaborazioni con artisti come Rhove, Disme ed Ele A.
Nel 2025 arriva anche il featuring con Bresh in “Erica”, inserita nell’album “Mediterraneo”. Ma è soprattutto con “Sto bene al mare”, insieme a Marco Mengoni e Rkomi, che il suo nome raggiunge una platea più ampia durante l’estate.
Sayf parla spesso del suo rapporto con l’Italia e con Genova, città che considera centrale nella sua identità. Racconta di un legame profondo, fatto di contraddizioni ma anche di orgoglio, e descrive Genova come un luogo vivo e poco raccontato per ciò che realmente è.
Sul palco dell’Ariston non cerca etichette né paragoni. Il riferimento a Ghali arriva spesso, ma lui prende le distanze da confronti forzati: apprezza il suo impegno, ma rivendica un percorso personale, senza modelli da replicare.
Anche il tema della fede resta una scelta privata. Cresciuto con alcune tradizioni della cultura materna, come il Ramadan o l’attenzione all’alimentazione, preferisce non definirsi in modo netto, mantenendo un rapporto personale con la spiritualità.
“Tu mi piaci tanto” è costruita come una canzone apparentemente leggera, ma attraversata da immagini e riferimenti che vanno dai Mondiali del 2006 a Luigi Tenco, fino a citazioni ironiche della politica italiana. Il risultato è un racconto che mescola ricordi, critica e vita quotidiana, mantenendo un tono diretto e riconoscibile.