Isee 2026, nuove regole e scadenza del 28 febbraio ma cresce lo scetticismo tra i lavoratori

Isee, scadenza 28 febbraio e nuove regole portano dubbi tra i lavoratori. La riforma aumenta le franchigie sulla casa e introduce bonus per famiglie numerose, ma molti non credono in vantaggi concreti.

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Isee 2026, nuove regole e scadenza del 28 febbraio ma cresce lo scetticismo tra i lavoratori

La nuova versione dell’Isee entra in gioco con la Legge di Bilancio 2026 e cambia diversi parametri. Chi vuole accedere subito alle agevolazioni deve presentare la Dsu entro il 28 febbraio. Le novità puntano soprattutto sulle famiglie e sulla casa di proprietà.

La franchigia sulla prima abitazione aumenta in modo deciso: si passa da 52.500 a 91.500 euro, con un tetto che arriva a 120.000 euro nei capoluoghi delle città metropolitane. Cambia anche la scala di equivalenza: arriva un incremento di 0,10 per chi ha due figli, che sale a 0,25 con tre figli e a 0,55 per nuclei con almeno cinque figli.

Leggi anche: Isee 2026, nuove regole di calcolo: prima casa, controlli e soglie aggiornate Dal 2026, le regole del calcolo #Isee si aggiornano per migliorare i controlli e tutelare meglio chi ha bisogno.

Per alcune famiglie il risultato può essere un Isee più basso. È il caso, ad esempio, di chi ha due figli e una casa in una grande città. In queste situazioni aumenta la possibilità di ottenere benefici come assegno unico, bonus nido o assegno di inclusione.

Nonostante le modifiche, molti restano diffidenti. Un sondaggio su 5mila lavoratori rileva che il 75% pensa che il nuovo sistema non cambierà nulla nella propria situazione. Non si tratta solo di numeri, ma di una distanza concreta tra regole e vita quotidiana.

Alla base ci sono dubbi pratici. Uno riguarda la gestione dei risparmi: mantenere troppa liquidità sul conto corrente può far salire l’indicatore. Strumenti come titoli di Stato o buoni postali, esclusi dal calcolo fino a 50mila euro, possono invece aiutare a ridurre il valore finale.

Altro nodo è la scelta tra affitto e acquisto. Con le nuove soglie, una casa con valore catastale contenuto pesa meno sull’Isee. In diverse aree, soprattutto fuori dalle grandi città, il mutuo può risultare più vantaggioso anche in ottica di accesso ai bonus.

Resta poi la questione delle tempistiche. L’Isee va aggiornato ogni anno e il termine del 28 febbraio è decisivo: chi rispetta la scadenza ottiene subito eventuali importi più alti, compresi gli arretrati. Chi arriva tardi rischia di perdere parte delle somme.

Il problema principale è la difficoltà nel capire le regole. Tra franchigie, calcoli e scadenze, molti lavoratori faticano a orientarsi. Il livello di educazione finanziaria in Italia resta basso, con un indice medio sotto la sufficienza e valori ancora più bassi tra giovani e donne.

In questo scenario, anche interventi favorevoli rischiano di non produrre effetti concreti. Senza strumenti chiari e supporto pratico, una parte dei benefici resta sulla carta e non arriva a chi potrebbe sfruttarla davvero.