Furti alla Coin di Roma Termini, indagati 21 tra carabinieri e poliziotti
Roma Termini travolta da un’inchiesta per furti nel negozio Coin causati da un sistema organizzato tra dipendenti e forze dell’ordine. Ammanco da 184 mila euro nel 2024, scoperto grazie a controlli e telecamere.
Alla stazione Termini di Roma un’indagine ha portato alla luce un sistema di furti ripetuti all’interno del negozio Coin di via Giolitti. Tra gli indagati ci sono 21 appartenenti alle forze dell’ordine, tra carabinieri e poliziotti, oltre ad altri dipendenti di attività commerciali della zona.
L’inchiesta, coordinata dal pm Stefano Opilio, coinvolge complessivamente 44 persone. I numeri emergono dall’inventario del 2024, che ha registrato un ammanco di circa 184 mila euro, pari a oltre il 10% del fatturato. Una percentuale ben superiore alle perdite fisiologiche dei negozi, di solito contenute tra il 2 e il 3%.
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Per capire l’origine delle sparizioni, sono state installate telecamere e incaricata una società investigativa privata. Le immagini hanno ricostruito un meccanismo semplice e continuo. Al centro del sistema una cassiera del punto vendita, che selezionava la merce e la metteva da parte.
Gli articoli venivano nascosti in un armadio vicino alla postazione di lavoro. Dopo aver rimosso i dispositivi antitaccheggio, la donna preparava le buste. Quando arrivavano i clienti “abituali”, tra cui militari e agenti, la merce veniva consegnata senza passare dalla cassa.
Dentro le borse finivano prodotti di ogni tipo: abbigliamento, accessori, intimo, cosmetici e profumi. Non si trattava di colpi vistosi, ma di sottrazioni costanti e di piccola entità, pensate per non attirare attenzione ma capaci di generare nel tempo un danno economico rilevante.
Tra i nove poliziotti indagati figurano anche un dirigente della Polfer, due commissari e diversi sottufficiali. I carabinieri coinvolti sono dodici, tra brigadieri, vice brigadieri e appuntati in servizio nella zona della stazione.
L’indagine non si limita alle forze dell’ordine. Altri venti indagati sono dipendenti di negozi vicini, che avrebbero utilizzato lo stesso sistema per ottenere merce senza pagare, sempre con la complicità della stessa cassiera.