Chi era El Mencho, dal lavoro nei campi al vertice del cartello Jalisco Nueva Generación

Nemesio Oseguera Cervantes è stato ucciso a 59 anni in un blitz a Tapalpa dopo anni di caccia internazionale. Partito come bracciante tra gli avocado, aveva costruito il potente cartello CJNG espandendolo in decine di Paesi.

El Mencho
Chi era El Mencho, dal lavoro nei campi al vertice del cartello Jalisco Nueva Generación

Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto come El Mencho, è morto domenica durante un’operazione armata a Tapalpa, nello stato di Jalisco. Aveva 59 anni ed era considerato il narcotrafficante più ricercato del Messico e tra i principali obiettivi anche negli Stati Uniti.

Nato il 17 luglio 1966 a Naranjo de Chila, nel Michoacán, lasciò la scuola dopo le elementari per aiutare la famiglia nei campi di avocado. Da adolescente si trasferì negli Stati Uniti, dove negli anni Ottanta venne arrestato più volte in California per reati minori.

Leggi anche: El Mencho ucciso in Messico, la fine del boss del cartello Jalisco Nueva Generación Nemesio Oseguera Cervantes è morto in un blitz militare a Tapalpa dopo anni di latitanza tra le montagne.

All’inizio degli anni Novanta iniziò a spacciare eroina insieme al fratello Abraham. Un tentativo di vendita a due agenti sotto copertura portò al loro arresto e alla successiva espulsione dal Paese.

Tornato in Messico, riuscì comunque a entrare nella polizia municipale di Tomatlán. L’esperienza durò poco: passò presto al servizio di un boss locale, Armando Valencia Cornelio, detto “El Maradona”, entrando nella rete criminale legata al cartello Milenio.

Dopo la morte di Ignacio Coronel e l’arresto di Óscar Nava Valencia, il gruppo si divise. A prevalere fu la fazione dei Torcidos, mentre Oseguera consolidava la propria posizione anche grazie al matrimonio con Rosalinda González Valencia, appartenente a una famiglia influente nel riciclaggio di denaro.

Da quell’alleanza nacque il Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), costruito insieme ai cognati noti come “Los Cuinis”. In pochi anni la struttura si trasformò da organizzazione locale a rete criminale estesa in gran parte del territorio messicano.

Il CJNG ha puntato soprattutto sulla produzione e sul traffico di metanfetamine e fentanyl, destinati agli Stati Uniti, all’Europa e anche ai mercati asiatici. La crescita è stata accompagnata da una violenza brutale contro i rivali e da un’espansione in vari settori economici, dall’edilizia all’allevamento.

Dopo la cattura di Joaquín “El Chapo” Guzmán nel 2016, Oseguera è diventato uno dei principali leader del narcotraffico. Le autorità americane lo descrivevano come il capo di una struttura globale, presente in circa 40 Paesi.

Sulla sua testa pendeva una ricompensa di 15 milioni di dollari negli Stati Uniti e 30 milioni di pesos in Messico. Nel febbraio 2025, Washington ha classificato il CJNG come organizzazione terroristica, intensificando la pressione per la sua cattura.