Mussolini e Hitler, riemergono appunti autografi del 1944 e documenti su D'Annunzio

Mussolini incontrò Hitler nel 1944 e preparò l’appuntamento con appunti scritti a mano. Cinque fogli riemersi a Torino rivelano i temi discussi e sono stati recuperati prima della vendita all’asta.

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Mussolini e Hitler, riemergono appunti autografi del 1944 e documenti su D'Annunzio

Cinque pagine manoscritte attribuite a Benito Mussolini riportano alla luce il contenuto dell’incontro con Adolf Hitler avvenuto il 22 aprile 1944 al castello di Klessheim. Non sono note redatte dopo il colloquio, ma schemi preparatori che il Duce avrebbe usato durante la riunione in Germania.

I fogli organizzano gli argomenti in tre ambiti distinti: forze armate, politica ed economia con il lavoro. Una struttura ordinata che coincide con quanto raccontato nei diari del sottosegretario Serafino Mazzolini, secondo cui Mussolini intervenne a lungo in tedesco davanti a un Hitler attento.

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Sull’autenticità non emergono dubbi. Gli accertamenti del RIS di Parma hanno confrontato la grafia con altri scritti originali, trovando corrispondenze nel tratto e nel monogramma finale. Anche la piegatura in quattro dei fogli, tipica di documenti portati in tasca, conferma l’uso pratico durante l’incontro.

Le carte facevano parte dell’archivio personale del Duce, disperso negli ultimi giorni della Repubblica Sociale Italiana nel 1945. Sono riemerse a Torino, dove un privato aveva avviato la procedura per venderle tramite una casa d’aste, chiedendo anche il permesso di esportazione.

L’operazione è stata fermata dal Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dopo la segnalazione di un cittadino. I documenti sono stati quindi affidati all’Archivio Centrale dello Stato, dove saranno studiati per approfondire passaggi ancora poco chiari di quel periodo.

L’indagine ha portato anche al recupero di altri materiali a Firenze. Tra questi, una bozza autografa di telegramma inviata a Gabriele D’Annunzio e il testo originale del discorso per l’inaugurazione della statua del Bersagliere del 1932.

Ritrovato anche un dattiloscritto destinato ad Amedeo di Savoia, preparato per la sua nomina a viceré d’Etiopia. Anche questi documenti erano finiti nel circuito delle aste e sono stati sottratti alla vendita per tornare sotto tutela pubblica.