Salvini sul caso del poliziotto fermato a Milano difende le forze dell'ordine

Matteo Salvini interviene sul caso del poliziotto fermato a Milano per omicidio dopo nuovi sviluppi nelle indagini, prendendo le distanze e parlando di responsabilità personali legate all’uso della divisa.

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Salvini sul caso del poliziotto fermato a Milano difende le forze dell'ordine

Il vicepremier Matteo Salvini è tornato sul caso del poliziotto del commissariato Mecenate, Carmelo Cinturrino, fermato con l’accusa di omicidio. A margine di una visita al Villaggio olimpico e paralimpico di Milano, ha ribadito che chi commette reati deve risponderne, ancor di più se indossa una divisa.

Salvini ha ricordato il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine, parlando delle migliaia di agenti impegnati ogni giorno tra strade e stazioni, spesso in situazioni di rischio. Proprio per questo, ha detto, un eventuale comportamento criminale rappresenterebbe un’offesa per tutti i colleghi.

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In un primo momento, dopo la sparatoria, il leader della Lega aveva espresso sostegno al poliziotto. Con l’evolversi dei fatti, però, ha chiarito che un uso della divisa per interessi personali o regolamenti di conti non può essere tollerato.

Il vicepremier ha anche affrontato il tema dello scudo penale per le forze dell’ordine, misura proposta dalla Lega. Secondo Salvini, non elimina le indagini né impedisce eventuali arresti in presenza di prove, ma evita l’iscrizione automatica nel registro degli indagati.

Infine, ha invitato a non generalizzare, distinguendo tra singoli casi e il lavoro complessivo degli agenti. Ha richiamato l’attenzione su chi attacca le forze dell’ordine e sulle azioni contro infrastrutture come i treni, sottolineando che episodi isolati non devono oscurare l’impegno quotidiano di chi lavora per la sicurezza.