Dazi Usa, tensione con l'Europa dopo le mosse di Trump
Donald Trump rilancia i dazi al 15% dopo una sentenza della Corte Suprema, spingendo l’Unione Europea a chiedere spiegazioni e garanzie sugli accordi già firmati, mentre cresce il rischio di uno stop al voto previsto a Bruxelles.
La decisione di Donald Trump di fissare nuovi dazi globali al 15% riapre il confronto con l’Unione Europea. Bruxelles vuole capire come Washington intenda muoversi dopo la sentenza della Corte Suprema che ha messo in discussione gran parte delle misure commerciali adottate dall’amministrazione americana.
La Commissione europea ha messo per iscritto la propria posizione chiedendo impegni chiari agli Stati Uniti. L’Unione, primo partner commerciale di Washington, pretende che quanto concordato venga rispettato senza modifiche improvvise che possano alterare gli equilibri già stabiliti.
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Il nodo riguarda anche l’accordo raggiunto lo scorso anno, che prevede un tetto massimo del 15% sui dazi per la maggior parte dei prodotti europei. Secondo Bruxelles, le merci Ue continuano a beneficiare delle condizioni più favorevoli previste dall’intesa, senza aumenti oltre i limiti concordati.
L’incertezza però pesa sui mercati. L’applicazione non prevedibile delle tariffe rischia di creare scosse nelle catene di approvvigionamento e di incrinare la fiducia tra partner commerciali. Per questo la Commissione mantiene contatti costanti con Washington nel tentativo di evitare nuovi strappi.
Il clima si riflette anche sul lavoro dell’Europarlamento. Il voto in commissione Commercio, previsto per martedì, potrebbe slittare. Il presidente della commissione ha già chiesto di fermare temporaneamente l’iter fino a quando non arriveranno valutazioni legali più solide e indicazioni precise dagli Stati Uniti.
Da Washington arrivano segnali più concilianti. Il rappresentante per il commercio Jamieson Greer ha assicurato che gli accordi internazionali resteranno validi nonostante la pronuncia della Corte Suprema. Gli Stati Uniti, ha detto, si aspettano che tutti i partner continuino a rispettarli.
Greer ha inoltre anticipato che il prossimo incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping, previsto ad aprile a Pechino, non sarà centrato su uno scontro commerciale. Sul tavolo ci saranno soprattutto stabilità dei rapporti, forniture strategiche e il rispetto degli impegni già presi da entrambe le parti.