Mantidi asiatiche invasive in Italia, rischio per api e fauna locale
Le mantidi asiatiche si stanno diffondendo in Italia a causa del clima più mite e minacciano api, lucertole e specie locali. Due insetti invasivi, sempre più presenti nei giardini, stanno alterando gli equilibri naturali.
Non sono insetti innocui come possono sembrare a prima vista. Le specie Hierodula tenuidentata e Hierodula patellifera, originarie dell’Asia, sono ormai riconosciute in Europa come invasive e si stanno espandendo rapidamente anche in Italia.
Arrivate circa dieci anni fa, queste mantidi si sono diffuse soprattutto nelle aree mediterranee e nelle zone urbane. Il loro avanzare è legato alle temperature più alte, che permettono loro di sopravvivere anche in territori dove prima non riuscivano a insediarsi.
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Oggi vengono avvistate sempre più spesso in giardini, parchi e periferie. Il loro aspetto insolito e le dimensioni maggiori rispetto alla mantide europea attirano curiosità, ma proprio questa percezione ha fatto sottovalutare il problema.
Il nodo principale è l’impatto sugli ecosistemi. Si tratta di predatori molto efficienti, capaci di adattarsi facilmente e riprodursi in gran numero. Ogni ooteca può generare fino a 200 esemplari, quasi il doppio rispetto alla mantide religiosa europea.
La crescita delle popolazioni è favorita anche dal basso cannibalismo tra le giovani. Questo consente alle colonie di espandersi velocemente, modificando l’equilibrio della microfauna locale.
Le conseguenze si vedono già sul campo. Le mantidi invasive competono con le specie autoctone e spesso le eliminano direttamente. I maschi delle mantidi europee, attratti dalle femmine asiatiche, vengono catturati e divorati.
La loro dieta è molto varia. Tra le prede ci sono insetti impollinatori come le api, ma anche piccoli vertebrati, tra cui lucertole e rane. Un aspetto che rende la loro presenza particolarmente critica in ambienti fragili.
Un ruolo inatteso lo giocano i gatti domestici. Secondo i dati raccolti, sono responsabili di circa il 45% delle predazioni osservate su queste mantidi. Tuttavia non fanno distinzione tra specie invasive e locali, finendo per colpire anche quelle già in difficoltà.
Per monitorare la diffusione è stato fondamentale il contributo dei cittadini. Grazie alle segnalazioni raccolte da appassionati e volontari, sono stati registrati oltre 2.300 avvistamenti, utili per tracciare l’espansione delle specie.
Durante l’inverno è possibile individuare le ovoteche, piccole strutture brunastre attaccate ai rami. Possono essere rimosse, ma serve attenzione: è necessario distinguere quelle delle specie invasive da quelle autoctone, per evitare danni ulteriori.