Garlasco, nuovi dubbi sull'orario della morte di Chiara Poggi
Chiara Poggi potrebbe essere stata uccisa nella notte e non al mattino, secondo nuove analisi medico-legali. Un’ipotesi che cambierebbe orari, alibi e ricostruzione del delitto di Garlasco.
Il caso di Chiara Poggi torna a far discutere per un possibile cambio radicale nella ricostruzione dei fatti. L’ipotesi che circola è semplice quanto dirompente: il delitto potrebbe non essere avvenuto al mattino, come stabilito finora, ma diverse ore prima, durante la notte.
Fin dalle sentenze, l’omicidio era stato collocato in una fascia temporale molto precisa, tra le 9:12 e le 9:35. Un intervallo ristretto che ha avuto un peso determinante nella valutazione degli alibi e nella dinamica dell’accaduto. Ora però quella certezza vacilla.
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Le nuove valutazioni medico-legali rimettono in discussione proprio quell’orario. Se il decesso fosse avvenuto nelle ore notturne, cambierebbe la sequenza degli eventi e verrebbero riletti i movimenti delle persone coinvolte nelle ore precedenti al ritrovamento del corpo.
Gli approfondimenti sono affidati alla specialista Cristina Cattaneo, chiamata a riesaminare gli elementi disponibili. Il suo lavoro punta a chiarire se i dati compatibili con una morte mattutina possano essere reinterpretati alla luce di una diversa scansione temporale.
Un eventuale spostamento dell’orario avrebbe conseguenze dirette sull’intero impianto accusatorio. Non solo gli alibi andrebbero verificati di nuovo, ma anche la lettura della scena del crimine potrebbe cambiare in modo significativo.
Se le verifiche confermassero la pista della notte, si aprirebbe uno scenario nuovo anche sul piano giudiziario. Il processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi potrebbe essere rimesso in discussione, riportando il delitto di Garlasco al centro del dibattito.