Bimbo trapiantato a Napoli, condizioni disperate e stop alle cure inutili

Domenico, bimbo di due anni e mezzo, è in condizioni disperate dopo un trapianto fallito causato da errori nel trasporto del cuore. La madre resta accanto a lui in ospedale mentre i medici scelgono cure solo per alleviare la sofferenza.

Bimbo trapiantato
Bimbo trapiantato a Napoli, condizioni disperate e stop alle cure inutili

Le condizioni di Domenico continuano a peggiorare rapidamente. Dopo due mesi di ricovero e tentativi per salvarlo, i medici dell’ospedale Monaldi di Napoli hanno confermato che non ci sono più possibilità di recupero. La famiglia, insieme ai sanitari, ha deciso di interrompere le terapie non efficaci e puntare solo su cure che evitino dolore.

Il bambino è in coma farmacologico e vive grazie all’Ecmo, il sistema che sostiene cuore e polmoni. Non è cosciente, ma la madre Patrizia resta accanto al suo letto, gli parla sottovoce e gli stringe la mano. Ha portato con sé un rosario e trascorre ore vicino al figlio, anche se sa che lui non può sentirla.

Leggi anche: Bimbo trapiantato a Napoli, stop alle cure: la famiglia sceglie la terapia del dolore Domenico, il bimbo trapiantato a Napoli, non ha più possibilità di recupero e i genitori hanno scelto cure palliative per fermare le sofferenze.

Accanto alla famiglia c’è anche il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, che non ha nascosto la commozione uscendo dal reparto. Ha raccontato di un legame profondo con il piccolo e continua a far visita alla madre, definendola una donna forte e dignitosa.

La vicenda nasce da una serie di errori durante il trapianto. Il cuore destinato a Domenico si sarebbe danneggiato durante il viaggio verso Napoli, trasportato con ghiaccio secco e in un contenitore non adeguato, privo di sistemi per controllare la temperatura. La procura indaga su sei persone tra medici e infermieri, e non si esclude il coinvolgimento di altri sanitari.

Un consulto con specialisti da tutta Italia ha escluso qualsiasi alternativa. Un altro cuore compatibile, individuato nei giorni scorsi, è stato assegnato a un altro bambino a Bergamo. La famiglia di Domenico ha scelto di non chiedere ulteriori pareri.

Durante l’ultimo incontro con i medici, è stato stabilito un percorso di terapia palliativa. Verranno mantenuti solo gli interventi indispensabili, evitando trattamenti invasivi ormai inutili. L’Ecmo non verrà rimosso, perché significherebbe interrompere deliberatamente il supporto vitale.

I medici chiariscono che il bambino non prova dolore, anche se i parametri restano critici. Intanto la comunità di Nola si stringe attorno alla famiglia, mentre la madre si prepara ad affrontare le ultime ore accanto al figlio.