Crans-Montana, accuse dei feriti italiani sul rogo al Constellation

Al Constellation di Crans-Montana le uscite erano chiuse durante l’incendio di Capodanno, raccontano i feriti italiani. Il rogo, che ha causato 41 morti tra cui 6 italiani, si sarebbe diffuso in pochi istanti in un locale senza adeguate misure di sicurezza.

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Crans-Montana, accuse dei feriti italiani sul rogo al Constellation

Le testimonianze dei sopravvissuti italiani al rogo del Constellation descrivono una scena drammatica. Durante la notte di Capodanno, mentre le fiamme avanzavano rapidamente, le uscite di sicurezza risultavano chiuse o bloccate. Nessuno, tra il personale, avrebbe fornito indicazioni utili per mettersi in salvo.

I racconti raccolti dalla Squadra Mobile di Roma, ora agli atti della procura, parlano di un ambiente privo di misure basilari contro gli incendi. Alcuni feriti riferiscono di aver visto estintori a terra mai utilizzati. Il fuoco, alimentato anche da elementi in legno, si sarebbe esteso nel giro di pochi istanti.

Leggi anche: Crans-Montana incendio al Constellation le accuse dei feriti italiani su Jessica Moretti Jessica Moretti è accusata dai feriti italiani di essere fuggita durante l’incendio al locale Constellation, mentre le uscite risultavano chiuse e il fuoco avanzava in pochi minuti senza interventi efficaci.

Secondo chi era presente, nel locale mancavano materiali ignifughi e sistemi efficaci di emergenza. Alcuni testimoni sostengono di aver visto la moglie del gestore allontanarsi mentre la situazione precipitava, senza che fosse organizzata alcuna evacuazione.

Emergono anche dettagli sulla gestione della serata. Nonostante la capienza già raggiunta, si continuava a far entrare clienti dietro pagamento delle consumazioni. Una bottiglia di champagne poteva arrivare a costare 270 euro. Inoltre, non ci sarebbero stati controlli sull’età, permettendo anche ai minori di acquistare alcolici.

Il bilancio resta pesante: 41 vittime, tra cui sei italiani. Intanto il governo svizzero valuta una soluzione extragiudiziale per i risarcimenti, con un tavolo che riunisca famiglie, assicurazioni e autorità, nel tentativo di evitare cause lunghe e complesse.

Sul fronte giudiziario, i tempi si allungano. Dopo un primo incontro a Berna, i magistrati italiani dovranno recarsi a Sion per esaminare gli atti raccolti in Svizzera. Solo dopo il via libera delle autorità elvetiche sarà possibile acquisire la documentazione necessaria all’indagine aperta a Roma.