Morto Giorgio Mendella, protagonista delle televendite e ex patron del Viareggio calcio
Giorgio Mendella è morto a 73 anni per complicazioni dopo un intervento chirurgico a Sanremo. Ex protagonista delle televendite e patron del Viareggio calcio, aveva costruito un impero negli anni Ottanta tra finanza e televisione.
Giorgio Mendella si è spento a 73 anni a Sanremo, dove era ricoverato. La morte è arrivata a seguito delle complicazioni di un intervento chirurgico. Nato a Monza, aveva trovato a Viareggio la sua città di riferimento, diventando una figura molto conosciuta tra gli anni Ottanta e Novanta.
Il suo nome è legato soprattutto alle televendite, con cui riuscì a costruire una notorietà nazionale. Attraverso lunghe trasmissioni televisive proponeva investimenti finanziari, immobili e pacchetti turistici, attirando migliaia di telespettatori con promesse di rendimenti molto elevati.
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Alla base della sua attività c’era il gruppo Intermercato, una holding che riuniva diverse società tra cui Retemia, con sede a Lucca, oltre a realtà come Primomercato, Capitalfinanziaria e altre aziende attive nel settore della comunicazione e della finanza. Il volume d’affari veniva stimato in centinaia di miliardi di lire.
Tra il 1988 e il 1991 fu anche alla guida del Viareggio calcio, periodo ricordato per una squadra competitiva e ricca di nomi destinati a emergere. Tra questi Luciano Spalletti e Pierpaolo Bisoli, insieme ad altri giocatori e a uno staff tecnico guidato da Enzo Riccomini.
La crescita si interruppe nell’estate del 1990, quando la Consob bloccò la vendita delle azioni del gruppo per violazioni legate alla raccolta del risparmio. Da lì partirono indagini e processi che portarono Mendella a una condanna per bancarotta, confermata anche nei gradi successivi di giudizio, con una pena ridotta.
Negli anni successivi il suo nome riemerse sporadicamente. Nel 2009 presentò un decoder che, secondo il progetto, avrebbe consentito agli utenti di guadagnare personalizzando la pubblicità trasmessa in televisione.
La sua vita privata fu segnata anche da un lutto: nel 2004 morì il figlio Donatino, 32 anni, precipitato da un viadotto sull’autostrada A15 dopo essersi fermato per un guasto all’auto. L’episodio venne ricondotto a un gesto volontario.