Bimbo trapiantato a Napoli, stop alle cure: la famiglia sceglie la terapia del dolore

Domenico, il bimbo trapiantato a Napoli, non ha più possibilità di recupero e i genitori hanno scelto cure palliative per fermare le sofferenze. La decisione arriva dopo nuovi pareri medici che escludono ogni margine.

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Bimbo trapiantato a Napoli, stop alle cure: la famiglia sceglie la terapia del dolore

Non ci sono più alternative per Domenico, il bambino sottoposto a trapianto di cuore e mai risvegliatosi dopo l’intervento. La madre ha deciso di interrompere le cure invasive e avviare un percorso per alleviare il dolore. La richiesta è stata accolta dall’ospedale Monaldi di Napoli, dove partirà il programma previsto dalla Pianificazione condivisa delle cure.

La scelta è arrivata dopo un confronto con specialisti e un medico legale di fiducia. «Non è eutanasia», ha chiarito la donna tramite il proprio legale, spiegando che si tratta di evitare trattamenti ormai inutili. Anche l’ipotesi di rivolgersi a strutture estere è stata scartata, ritenuta priva di reali prospettive.

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Accanto alle procedure mediche, resta il dolore della famiglia. Il padre del piccolo ha raccontato i momenti più semplici vissuti con il figlio, oggi diventati ricordi difficili da sostenere. «Mi manca tutto», ha detto tra le lacrime, ripensando alle mattine prima del lavoro e a quel saluto che non tornerà più.

L’ultima immagine che conserva è quella del ricovero. Da allora non ha più avuto modo di rivederlo cosciente. Un distacco improvviso che ha segnato l’inizio di mesi di attesa e speranza, poi svanita con il passare del tempo.

Sul piano giudiziario, l’inchiesta prosegue e potrebbe allargarsi. Al momento risultano sei indagati a Napoli, ma nuovi accertamenti potrebbero coinvolgere anche personale sanitario di Bolzano. È lì che, il 23 dicembre, fu prelevato il cuore destinato al trapianto.

Secondo gli elementi raccolti, il problema sarebbe nato durante il trasporto dell’organo. Il contenitore avrebbe contenuto ghiaccio secco invece del materiale normalmente utilizzato, provocando il congelamento del cuore e il suo danneggiamento. Un errore che avrebbe compromesso l’intervento.

Restano dubbi anche sulla gestione dell’operazione chirurgica, in particolare sul momento in cui è stato espiantato il cuore del bambino senza aver prima verificato le condizioni di quello in arrivo. Le testimonianze dei medici presenti non coincidono e saranno oggetto di ulteriori verifiche.

Nel frattempo, la comunità si è stretta attorno alla famiglia. A Nola, in serata, si è tenuta una fiaccolata con centinaia di persone scese in piazza. Palloncini a forma di cuore e uno striscione dedicato al piccolo hanno accompagnato il momento, poi spostato in chiesa a causa della pioggia.

Già in mattinata si era svolto un momento di preghiera nella parrocchia Maria Santissima della Stella, con la presenza dei familiari. Un gesto collettivo per restare vicini a Domenico e ai suoi genitori in uno dei passaggi più difficili.