Bonus energia fino a 115 euro e nuove regole per imprese e rinnovabili

Il governo introduce un decreto per ridurre le bollette a causa dei rincari energetici, con un bonus fino a 115 euro per le famiglie a basso reddito. Coinvolte anche imprese e produttori, tra tasse più alte e nuovi incentivi.

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Bonus energia fino a 115 euro e nuove regole per imprese e rinnovabili

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri interviene direttamente sui costi dell’energia, con misure rivolte sia alle famiglie sia alle aziende. Tra le novità principali c’è un bonus elettrico che nel 2026 potrà arrivare fino a 115 euro annui per i nuclei con Isee entro i 10mila euro, soglia che sale a 20mila euro per chi ha almeno quattro figli.

Previsto anche un contributo aggiuntivo che i fornitori di energia potranno riconoscere ai clienti con Isee fino a 25mila euro. L’obiettivo è alleggerire le bollette in una fase in cui i prezzi restano elevati, anche se le modalità operative saranno definite nei prossimi mesi.

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Il provvedimento tocca anche il settore produttivo. Dal 2026 al 2028 è previsto un aumento dell’Irap del 2% per le aziende che operano nel gas e nell’elettricità. Le risorse raccolte serviranno a ridurre gli oneri di sistema per le piccole e medie imprese, con stanziamenti che superano i 400 milioni già nel primo anno.

Per le energie rinnovabili viene introdotta la possibilità di ridurre volontariamente gli incentivi. I produttori fotovoltaici potranno scegliere tra un taglio all’85% con estensione di tre mesi o al 70% con sei mesi in più. Allo stesso tempo, si amplia la garanzia pubblica del Gse per i contratti di lunga durata, superiori ai tre anni.

Tra le misure più discusse c’è quella legata al sistema europeo delle emissioni. Il decreto prevede lo scorporo dei costi dell’Ets dal prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica. Questi oneri verrebbero trasferiti sulle bollette, con l’obiettivo di abbassare il costo dell’elettricità. La norma, però, entrerà in vigore solo dal 2027 e dipende dal via libera della Commissione europea.

Il testo interviene anche sulla rete energetica, rimuovendo i limiti che bloccavano nuove richieste per impianti rinnovabili e accelerando le autorizzazioni per i data center. Sul fronte del gas, invece, viene prevista la vendita delle scorte accumulate durante la crisi del 2022 per calmierare i prezzi destinati alle industrie più energivore.

Un ulteriore intervento riguarda l’allineamento tra il prezzo del gas sui mercati europei e quello italiano, con l’obiettivo di ridurre le differenze tra Ttf e Psv. Infine, vengono snellite le procedure per l’estrazione di metano sul territorio nazionale.

Intanto, sui mercati finanziari il comparto energetico registra cali, con ribassi diffusi tra i principali operatori. A pesare sono soprattutto le nuove imposte e le prospettive di tariffe più basse, mentre da Bruxelles è attesa una valutazione complessiva del decreto.