Cuore congelato per errore nel trasporto, salta il trapianto sul bimbo di Nola

Il cuore destinato al trapianto su un bimbo di Nola è arrivato a Napoli congelato a causa dell’uso di ghiaccio non idoneo durante il trasporto. Una serie di errori e mancate verifiche ha compromesso l’intervento già nelle prime fasi.

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Cuore congelato per errore nel trasporto, salta il trapianto sul bimbo di Nola

Un organo arrivato inutilizzabile, ridotto a un blocco di ghiaccio. È quanto accaduto al cuore destinato al trapianto su un bambino di Nola, dopo una catena di decisioni sbagliate e controlli mancati che hanno compromesso l’intera procedura.

Tutto inizia all’alba del 23 dicembre, quando due medici partono da Capodichino per raggiungere il Nord. Dopo il viaggio, arrivano a Bolzano intorno alle 8.15 per procedere con l’espianto. Una volta prelevato, l’organo viene sistemato nei tre sacchetti sterili e poi inserito nel contenitore per il trasporto.

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È proprio in questa fase che emergono le prime criticità. Il ghiaccio portato da Napoli si rivela insufficiente. La dottoressa Gabriella Farina chiede quindi al personale presente in sala di aggiungerne altro, per coprire completamente il contenitore.

Il collega Vincenzo Pagano racconta che uno degli operatori ha versato altro ghiaccio da un recipiente disponibile in sala operatoria. A prima vista sembrava normale ghiaccio tritato, ma le verifiche successive hanno chiarito che si trattava di ghiaccio secco.

La differenza è decisiva. Il ghiaccio secco può raggiungere temperature fino a -80 gradi, mentre un cuore destinato al trapianto deve restare intorno ai 4 gradi. L’errore ha provocato il congelamento dell’organo, rendendolo inutilizzabile prima ancora dell’arrivo a Napoli.