Ue, von der Leyen richiama i commissari sulle fughe di notizie

Ursula von der Leyen interviene sulle fughe di notizie nella Commissione Ue e richiama i commissari alla riservatezza dopo diversi episodi emersi durante il processo decisionale, chiedendo maggiore disciplina interna.

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Ue, von der Leyen richiama i commissari sulle fughe di notizie

A Bruxelles le indiscrezioni circolano con facilità, spesso sotto forma di bozze e anticipazioni che emergono prima delle decisioni ufficiali. Un fenomeno radicato nella macchina europea, dove la quantità di documenti prodotti rende difficile un controllo costante e alimenta un flusso continuo di informazioni non ufficiali.

Le fughe di notizie sono diventate parte della quotidianità delle istituzioni comunitarie. Da un lato contribuiscono a far emergere contenuti altrimenti poco accessibili, dall’altro irritano chi guida l’esecutivo europeo e punta a mantenere riservati alcuni passaggi delicati.

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La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha deciso di intervenire direttamente sul tema. A un anno dall’avvio del suo secondo mandato, ha richiamato i commissari a una maggiore disciplina interna, invitandoli a limitare la diffusione di informazioni durante le fasi decisionali.

Il tema è stato affrontato anche durante un incontro del collegio dei commissari, poi approfondito nel seminario organizzato il 4 febbraio a Lovanio. L’appuntamento, oltre a preparare il successivo Consiglio europeo informale, ha incluso una riflessione sui metodi di lavoro e sulla gestione delle informazioni sensibili.

Tra i punti discussi, anche un bilancio delle riforme legate alla competitività dell’Ue, alla luce delle analisi elaborate nei rapporti firmati da Enrico Letta e Mario Draghi. Ai commissari è stato chiesto di indicare i progressi raggiunti nei rispettivi ambiti.

Un passaggio specifico del confronto ha riguardato proprio la necessità di evitare nuove fughe di notizie. Von der Leyen ha ribadito che il principio di collegialità impone a ogni membro della Commissione di sostenere pubblicamente le decisioni adottate, anche quando non coincidono con la propria posizione iniziale.