Crans-Montana, nuove accuse sulle uscite chiuse al Constellation
Jessica Moretti avrebbe ordinato di tenere chiuse le uscite di sicurezza al Constellation di Crans Montana durante Capodanno, secondo un buttafuori ascoltato dalla polizia. Nella tragedia sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite.
Proseguono gli interrogatori sulla tragedia avvenuta al Constellation di Crans-Montana nella notte di Capodanno. Tra le testimonianze raccolte dalla polizia di Sion emerge quella di Jankovic Predrag, addetto alla sicurezza presente nel locale al momento dei fatti.
L’uomo ha riferito di aver sentito Jessica Moretti parlare con altri collaboratori, indicando di mantenere chiuse le due porte di sicurezza. Secondo il suo racconto, l’accesso e l’uscita dal locale dovevano avvenire esclusivamente dall’ingresso principale.
Leggi anche: Coniugi Moretti e strage di Crans-Montana: passato giudiziario, indagini e accuse per il rogo al Constellation Strage al bar di Crans-Montana e ombre sul passato dei gestori: la procura svizzera indaga su responsabilità penali e patrimoniali della coppia, risalendo anche a vicende giudiziarie precedenti.
Intanto sul fronte istituzionale si muove la Regione Lombardia. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione, proposta da Barbara Mazzali di Fratelli d’Italia, che prevede la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale aperto in Svizzera.
Il documento impegna inoltre la giunta a valutare l’istituzione di un fondo dedicato al sostegno delle vittime e dei sopravvissuti. Il sottosegretario Mauro Piazza ha spiegato che l’intervento della Regione è stato immediato, con l’attivazione di risorse sanitarie e personale.
I giovani ricoverati all’ospedale Niguarda risultano fuori pericolo, ma resta un percorso complesso da affrontare, anche per le famiglie. L’iniziativa approvata in Consiglio punta a garantire assistenza anche nelle fasi legali, considerate le difficoltà legate a un procedimento che si svolge all’estero.