Ucraina, trattative a Ginevra tra Russia e Stati Uniti su territori e sicurezza
Russia, Ucraina e Stati Uniti tornano a negoziare a Ginevra per cercare una via d’uscita alla guerra iniziata nel 2022. Sul tavolo sicurezza, territori contesi e futuro delle regioni occupate, mentre il conflitto entra nel suo quarto anno.
I colloqui tra Russia, Ucraina e Stati Uniti proseguono a Ginevra nella seconda giornata di incontri, con l’obiettivo di avvicinare una soluzione al conflitto iniziato il 24 febbraio 2022. Il confronto arriva dopo due sessioni svolte ad Abu Dhabi tra fine gennaio e inizio febbraio, senza risultati decisivi.
La prima giornata si è chiusa dopo circa sei ore di discussione, segnate da tensioni e da un confronto articolato su più fronti. I negoziatori hanno affrontato questioni militari, politiche ed economiche, oltre ai nodi più delicati legati ai territori contesi e alle garanzie di sicurezza.
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Il capitolo territoriale resta il più complesso. Mosca punta a consolidare il controllo sull’intero Donbass, anche se attualmente ne gestisce solo una parte. Kiev, invece, insiste sulla necessità di coinvolgere la popolazione con un referendum e lega qualsiasi concessione a impegni chiari sulla sicurezza futura.
Al termine dei primi incontri, il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov ha parlato di confronto concentrato su aspetti concreti e sui possibili meccanismi per arrivare a un accordo. Nessuna dichiarazione dettagliata, ma un riferimento al lavoro dei mediatori statunitensi, ritenuto utile per mantenere aperto il dialogo.
Le delegazioni presenti sono di alto livello. Per l’Ucraina partecipano, tra gli altri, Kyrylo Budanov, Vadym Skibitskyi e il generale Andrii Hnatov. Mosca è rappresentata da Vladimir Medinsky, affiancato da Igor Kostyukov e Mikhail Galuzin, oltre a Kirill Dmitriev per i temi economici.
Gli Stati Uniti seguono i negoziati con un ruolo di mediazione, mentre i principali Paesi europei, tra cui Italia, Germania, Francia e Regno Unito, sono presenti a margine dei lavori con propri rappresentanti. Pur senza intervenire direttamente nei colloqui, monitorano da vicino l’evoluzione del confronto.
La presenza europea viene considerata rilevante anche da Kiev, che chiede un coinvolgimento più diretto nelle decisioni sul futuro assetto della sicurezza nel continente e nelle aree coinvolte dal conflitto.