Cadaveri sulle coste calabresi, ipotesi nuovo naufragio di migranti nel Tirreno
Quattro cadaveri di migranti sono stati trovati sulle coste calabresi a causa delle mareggiate, facendo emergere il sospetto di un nuovo naufragio non segnalato. I corpi, in avanzata decomposizione, sono stati rinvenuti in più punti del Tirreno.
Negli ultimi dieci giorni il mare ha restituito quattro corpi lungo il litorale tirrenico della Calabria. I ritrovamenti, avvenuti in punti diversi, fanno pensare a una tragedia avvenuta al largo e mai segnalata, un possibile naufragio senza testimoni.
Gli investigatori ritengono plausibile che si tratti di migranti partiti dalla costa nordafricana, probabilmente dall’Algeria, lungo una rotta diretta verso la Sardegna. È l’unico percorso che giustificherebbe la presenza dei cadaveri nel Tirreno, mentre le altre rotte migratorie interessano prevalentemente il mar Ionio.
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Le condizioni dei corpi, in avanzato stato di decomposizione, complicano il lavoro di identificazione. In alcuni casi non è stato possibile stabilire nemmeno il sesso delle vittime. Un elemento che rafforza l’ipotesi di una permanenza in mare prolungata.
Nel Tirreno risultano due dispersi dopo l’affondamento del peschereccio “Luigino”, avvenuto l’11 febbraio al largo di Santa Maria Navarrese. Si tratta di due uomini, ma la tempistica e lo stato dei cadaveri rinvenuti escludono un collegamento diretto con quell’incidente.
Il primo corpo è stato trovato l’8 febbraio a Scalea, prima del naufragio del peschereccio. Successivamente altri ritrovamenti sono avvenuti il 12 febbraio ad Amantea e poi a Paola. L’ultimo recupero è stato effettuato davanti alla spiaggia di Tropea, dove alcuni studenti hanno avvistato un corpo in mare.
Le operazioni di recupero sono state rese difficili dal mare agitato. Solo quando la corrente ha spinto il cadavere verso riva, la Guardia costiera è riuscita a intervenire e portarlo a terra.
Sui casi indagano le Procure di Paola e Vibo Valentia. Al momento non esistono elementi che consentano di collegare con certezza i ritrovamenti a un singolo episodio, ma gli accertamenti proseguono per ricostruire quanto accaduto al largo delle coste calabresi.