Ucraina, negoziati a Ginevra tra Russia, Usa e Kiev per la pace

Russia, Ucraina e Stati Uniti tornano a trattare a Ginevra per fermare la guerra, spinta dalla pressione internazionale e da un conflitto ormai logorante; sul tavolo restano territori e condizioni imposte da Mosca.

Ucraina
Ucraina, negoziati a Ginevra tra Russia, Usa e Kiev per la pace

Riprendono oggi, martedì 17 febbraio, i colloqui tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. A Ginevra va in scena il terzo round di trattative dopo gli incontri di Abu Dhabi, con l’obiettivo di trovare un punto di svolta in una guerra che dura da quattro anni e continua a consumare risorse e vite.

La delegazione russa si presenta con una squadra più ampia rispetto ai precedenti appuntamenti. A guidarla sarà Vladimir Medinsky, consigliere del Cremlino considerato vicino alle posizioni più dure. La sua presenza viene letta da Kiev come un segnale di rigidità. Accanto a lui anche il capo dell’intelligence militare Igor Kostyukov, mentre l’inviato Kirill Dmitriev seguirà separatamente i dossier economici.

Leggi anche: Russia: Kiev dovrà distruggere le armi occidentali per la pace – Nuova richiesta nei negoziati con l'Ucraina

Secondo quanto riferito da Mosca, i negoziati affronteranno i nodi centrali legati ai territori occupati e alle richieste avanzate dal Cremlino. Medinsky, già protagonista dei colloqui del 2025 a Istanbul, aveva avvertito in passato che un rifiuto delle condizioni russe avrebbe potuto portare a un’ulteriore espansione militare.

Nonostante il clima teso, Washington mantiene un atteggiamento prudente ma fiducioso. Il segretario di Stato Marco Rubio ha ribadito che gli Stati Uniti restano l’unico attore in grado di far sedere allo stesso tavolo le due parti, escludendo un ruolo efficace sia per le Nazioni Unite sia per altri Paesi europei.

Rubio ha chiarito che gli Stati Uniti non intendono imporre un accordo, ma facilitare un’intesa tra le parti. Ha anche ricordato l’impegno diretto di Donald Trump, che avrebbe investito tempo e risorse politiche nel tentativo di arrivare a una soluzione del conflitto.

Restano però aperti i punti più delicati. Le questioni ancora irrisolte, ridotte rispetto alle fasi iniziali, sono considerate le più complesse e richiedono decisioni che finora nessuna delle parti ha mostrato di voler concedere.