Indiana, uccide ex moglie e figlio e incendia la casa: condannato a 126 anni
Un uomo dell’Indiana è stato condannato a 126 anni per aver ucciso l’ex moglie e il figlio, incendiando poi l’abitazione per cancellare le tracce. Il movente sarebbe legato a tensioni economiche dopo il divorzio.
Michael Kegg Jr., 53 anni, è stato condannato il 13 febbraio 2026 a una pena complessiva di 126 anni di carcere per l’omicidio dell’ex moglie Malisa Kegg, 51 anni, e del figlio Michael Kegg III, 34. I giudici hanno stabilito 62 anni per la morte della donna e 64 per quella del figlio.
Il delitto risale alla notte di Capodanno tra il 2024 e il 2025. Il 1° gennaio i vigili del fuoco sono intervenuti nell’abitazione delle vittime, trovando i corpi ormai avvolti dalle fiamme. Gli accertamenti successivi hanno chiarito che l’incendio non era la causa della morte.
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L’autopsia ha infatti rilevato che entrambi erano stati uccisi con colpi di arma da fuoco al petto, sparati con un fucile da caccia recuperato nella casa insieme a tre cartucce. Solo dopo l’omicidio i corpi erano stati cosparsi di liquido infiammabile e dati alle fiamme, nel tentativo di eliminare ogni traccia.
Sul corpo del figlio sono stati individuati segni evidenti di una colluttazione violenta, indizio di un possibile tentativo di difesa prima degli spari.
Gli investigatori collegano il duplice omicidio a un clima di forte tensione nato durante la separazione. A metà dicembre 2024 si era tenuta l’udienza di divorzio tra Kegg Jr. e Malisa. Il giorno precedente al delitto, l’uomo avrebbe chiesto di interrompere le utenze intestate alla donna, dichiarando di non voler più sostenere quelle spese.
Testimonianze raccolte dagli inquirenti descrivono l’uomo come particolarmente nervoso e aggressivo in quel periodo, soprattutto per questioni economiche legate alla fine del matrimonio.
Nel fascicolo dell’inchiesta compare anche Amanda Kegg, allora moglie dell’imputato, che avrebbe assistito agli omicidi. Secondo gli investigatori lo avrebbe accompagnato in auto fino alla casa, mentre lui lasciava il cellulare per evitare di essere localizzato.
La donna è accusata di omicidio e favoreggiamento, ma si è dichiarata non colpevole. Al momento non è chiaro se abbia un legale che possa intervenire pubblicamente sulla vicenda.