Novellara, casa occupata e proprietaria costretta a vivere in cantina da otto mesi
Da otto mesi vive in una cantina senza luce né riscaldamento, mentre il suo appartamento è occupato da un’inquilina che non paga e non se ne va. La vicenda di una donna a Novellara tra minacce e attese giudiziarie.
La sua abitazione è a pochi passi, ma per lei resta irraggiungibile. Da mesi Julia Turcanu, 51 anni, originaria della Moldavia e residente a Novellara, è costretta a dormire in una cantina dello stesso stabile, priva di servizi essenziali, mentre il suo appartamento è occupato.
L’immobile era stato acquistato nel 2023. Poco dopo, un impiego come badante convivente l’aveva spinta ad affittarlo temporaneamente. Il contratto, della durata di un anno, prevedeva la restituzione della casa alla scadenza nel 2025. Alla fine del periodo, però, l’inquilina non ha lasciato l’alloggio.
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Inizialmente i pagamenti dell’affitto sono proseguiti, poi si sono interrotti. Secondo quanto raccontato dalla proprietaria, l’appartamento oggi non sarebbe nemmeno abitato stabilmente. Le utenze risultano disattivate e gli spazi interni sarebbero in stato di degrado, tra mobili rovinati e stanze usate come deposito.
Nel frattempo Julia ha dovuto trovare una sistemazione di fortuna. Si è trasferita nella cantina di sua proprietà, senza acqua corrente, elettricità o riscaldamento. Durante l’estate riusciva a rifornirsi a una fontana pubblica, ma con l’arrivo dell’inverno la situazione è peggiorata, rendendo impossibile anche scaldarsi.
Le condizioni di vita hanno avuto ripercussioni sulla salute. Nei giorni scorsi è stata portata al pronto soccorso per dolori diffusi e problemi a un braccio, disturbi che collega al freddo e alle difficoltà quotidiane affrontate in questi mesi.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono episodi di tensione. La donna denuncia minacce e insulti, anche a sfondo razzista, ricevuti dall’inquilina e dal compagno. Racconta di una porta danneggiata, effetti personali scomparsi e frasi violente. Tutto sarebbe stato segnalato ai carabinieri.
La vicenda è ora nelle mani della giustizia. È in corso una causa civile per ottenere il rilascio dell’immobile, seguita dall’avvocato Alessandro Occhinegro. I tempi, però, restano incerti, mentre la proprietaria continua a vivere in condizioni precarie a pochi metri dalla sua casa.