Morto il giornalista Michele Albanese, voce contro la 'ndrangheta
È morto a 66 anni il giornalista Michele Albanese, da anni impegnato in prima linea contro la ’ndrangheta. Ricoverato a Cosenza dopo un infarto, viveva sotto scorta per le sue inchieste.
Il giornalista Michele Albanese è morto oggi, domenica 15 febbraio, all’ospedale di Cosenza. Aveva 66 anni ed era ricoverato da tempo nel reparto di Rianimazione a causa delle complicazioni seguite a un infarto.
Originario di Cinquefrondi, nel Reggino, era uno dei volti più noti del Quotidiano del Sud, punto di riferimento per la redazione di Gioia Tauro. La sua attività si è concentrata per anni sul racconto della criminalità organizzata nella Piana, con particolare attenzione alle dinamiche della ’ndrangheta.
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Tra le sue inchieste più note, quella sulle infiltrazioni mafiose nei riti religiosi, con il caso dell’inchino della statua della Madonna di Polsi davanti all’abitazione di un boss. Un lavoro che lo aveva esposto direttamente alle minacce dei clan locali.
Dal 2014 viveva sotto scorta proprio per il rischio legato alle sue indagini. Nonostante le pressioni, ha continuato a seguire con costanza le vicende del territorio, mantenendo uno sguardo attento su politica, economia e criminalità.
Lascia la moglie Melania e le figlie Maria Pia e Michela. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha espresso cordoglio ricordandolo come un giornalista capace di affrontare temi complessi con rigore e forte legame con la sua terra.