Navalny ucciso con una tossina rara, accuse a Mosca da cinque Paesi

Nuove accuse internazionali sulla morte di Alexei Navalny: cinque Paesi puntano il dito contro Mosca e parlano di avvelenamento con una tossina rarissima. La denuncia arriva dalla Conferenza di Monaco.

navalny ucciso

Secondo Germania, Francia, Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi, Alexei Navalny non è morto per cause naturali ma è stato eliminato con una sostanza chimica letale. La posizione è stata resa pubblica durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, con una dichiarazione congiunta che chiama direttamente in causa lo Stato russo.

Il governo britannico sostiene di avere elementi concreti per attribuire l’ordine dell’avvelenamento al presidente Vladimir Putin. Londra ha già trasmesso il dossier all’organismo internazionale che vigila sulle armi chimiche, chiedendo verifiche ufficiali sul caso.

Leggi anche: Raid con droni su Mosca: aeroporti chiusi e accuse da Kursk a Kiev, 3 morti

Al centro delle indagini c’è l’epibatidina, una neurotossina potentissima presente in alcune rane dell’Ecuador. La sostanza, utilizzata tradizionalmente nelle cerbottane da popolazioni indigene, avrebbe una potenza fino a 200 volte superiore alla morfina, rendendola estremamente pericolosa anche in quantità minime.

Le conclusioni raccolte dai cinque Paesi saranno sottoposte all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Il lavoro investigativo, spiegano le autorità britanniche, è stato condotto con determinazione per chiarire le circostanze della morte del dissidente, avvenuta in una colonia penale siberiana all’età di 47 anni.

Alla conferenza di Monaco era presente anche Yulia Navalnaya, vedova dell’oppositore. Ha ricordato il momento in cui, il 16 febbraio 2024, venne diffusa la notizia della morte del marito. «È stato il giorno più terribile della mia vita», ha detto, spiegando di aver subito parlato di avvelenamento. Oggi, ha aggiunto, quelle parole trovano conferma in dati scientifici.