Vieri: Inter juve è la partita dell'anno, il ricordo del 5 maggio non passa
Christian Vieri torna a parlare alla vigilia di Inter-Juventus, tra ricordi di carriera, il peso del 5 maggio e il giudizio sui giovani nerazzurri.
Christian Vieri si racconta in una nuova intervista realizzata per una serie dedicata alle grandi figure del calcio italiano. L’ex attaccante ripercorre le tappe principali della sua carriera, tra esperienze in Serie A, in Nazionale e momenti rimasti impressi nella memoria dei tifosi.
Alla vigilia di Inter-Juventus, Vieri non ha dubbi: è la sfida più sentita della stagione. Parla di tensione, adrenalina e dell’atmosfera unica di San Siro, uno stadio che per un centravanti rappresenta il palcoscenico ideale per lasciare il segno.
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Il racconto parte dall’infanzia in Australia, quando sognava di giocare nel campionato italiano e con la maglia azzurra. Obiettivi centrati che, come ricorda, rendevano ogni allenamento un momento speciale.
Non mancano i passaggi più difficili. Vieri ricorda la finale di Champions League persa con la Juventus e il dolore per l’infortunio al ginocchio che gli impedì di partecipare a un Mondiale. Un’assenza che, a distanza di anni, continua a pesare più di qualsiasi sconfitta.
Tra gli episodi più discussi resta il 5 maggio, una ferita ancora aperta per l’Inter. Vieri racconta un recente confronto con Recoba, che ancora oggi ripensa a quella partita e a possibili scelte diverse. Dopo oltre vent’anni, il rimpianto resta vivo.
Spazio anche ai rapporti nello spogliatoio, come quello con Marcello Lippi. Un legame fatto di scontri e chiarimenti, con il ricordo di un episodio risolto grazie all’intervento dei compagni e concluso con un confronto diretto.
Vieri si sofferma poi su Ronaldo, descritto come un talento fuori scala: in partita si vedeva solo una parte di ciò che mostrava in allenamento. Un giocatore capace di fare cose che, secondo lui, pochi altri avrebbero potuto replicare.
Infine, uno sguardo al presente e ai giovani, con un commento su Francesco Pio Esposito. Il passaggio alla grande squadra richiede risultati immediati: segnare e incidere diventa fondamentale, anche sotto una pressione che non lascia margine di errore.