Rovigo, morto il gatto Rossini investito in centro nel giorno di San Valentino

Il gatto Rossini, volto noto del centro di Rovigo, è stato investito e ucciso la mattina del 14 febbraio. Da anni presenza fissa tra eventi e vie cittadine, era diventato un simbolo amato da residenti e commercianti.

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Rossini non c’è più. Il gatto rosso che da anni si aggirava tra le vie di Rovigo è stato investito nella mattinata del 14 febbraio in via Ricchieri, nel cuore della città. L’incidente è avvenuto poco prima delle otto, in una zona frequentata e sede di uffici istituzionali. La persona alla guida del veicolo si è presentata spontaneamente alla Polizia locale per riferire quanto accaduto.

Con il suo pelo fulvo e l’aria indipendente, Rossini era diventato una presenza familiare per chi vive e lavora in centro. Il nome gli era stato dato proprio per il colore acceso del mantello. Negli anni si era fatto notare per la sua abitudine a comparire nei momenti più affollati, soprattutto durante manifestazioni pubbliche ed eventi cittadini.

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Solo pochi giorni fa, l’8 febbraio, il gatto era stato visto sul podio allestito per la premiazione della corsa “Rovigo in Love”, una delle iniziative più partecipate della città. Un’apparizione che aveva attirato sorrisi e fotografie, come spesso accadeva quando si faceva trovare nei punti più frequentati.

Arrivato dalla Bosnia quando era ancora cucciolo, Rossini aveva trovato rifugio per anni all’interno dell’ottica Manfrin in via Angeli, dove ha dormito per circa nove anni. Negli ultimi tre inverni, un gruppo di cittadini si era organizzato per prendersi cura di lui: ogni sera veniva ospitato in casa da una professionista del centro, dove trascorreva la notte al caldo.

Di giorno, però, tornava libero di muoversi tra le strade che conosceva bene. Tra le sue tappe abituali c’erano il Comune e il Tribunale, luoghi dove non era raro vederlo aggirarsi tra passanti e impiegati. Intorno a lui era nata anche una pagina Facebook, con centinaia di foto condivise da chi lo incontrava.

Negli anni, la sua presenza costante lo aveva trasformato in un piccolo simbolo cittadino, raccontato anche dai media locali e nazionali. Rossini era diventato parte del paesaggio urbano, riconosciuto e fotografato da molti.