Spritz al mattino tra gli studenti, cresce l'allarme per i rischi su salute e rendimento
Sempre più studenti iniziano la giornata con alcolici già al mattino. Un’abitudine diffusa soprattutto tra universitari che, secondo gli esperti, espone a rischi immediati e a conseguenze serie sulla salute.
Tra bar e locali vicini a scuole e atenei si sta diffondendo una nuova abitudine: bere spritz già dalle 9.30, prima delle lezioni o durante le pause. A farne uso sono soprattutto ragazzi intorno ai vent’anni, spesso senza fermarsi a un solo bicchiere.
L’impatto è immediato. L’alcol assunto nelle prime ore del giorno riduce la capacità di concentrazione, incide sulla memoria e abbassa il rendimento nello studio. A segnalarlo è l’Osservatorio sugli stili di vita, che evidenzia come questo comportamento stia diventando sempre più frequente tra gli studenti.
Leggi anche: Oms, allarme su alcol e bibite zuccherate: prezzi bassi e rischi per la salute globale
Prezzi bassi, consumi in crescita e un conto sanitario sempre più pesante: l’Oms chiede ai governi di intervenire su alcol e bevande zuccherate per ridurre malattie, incidenti e costi pubblici legati a prodotti facilmente accessibili.
I rischi non si fermano agli effetti a breve termine. L’assunzione precoce e ripetuta di alcol aumenta la probabilità di sviluppare dipendenza e patologie correlate, inclusi alcuni tipi di tumore. Il problema è ancora più serio perché il cervello, nei giovani adulti, completa il suo sviluppo intorno ai 25 anni.
Secondo gli specialisti, il consumo di alcol al mattino è anche un segnale tipico di un rapporto problematico con le bevande alcoliche. Non conta il tipo di drink: cocktail, vino o birra comportano gli stessi pericoli se consumati senza controllo e a qualsiasi ora della giornata.
I dati parlano chiaro: in Italia si contano circa 1,2 milioni di giovani tra 11 e 24 anni con comportamenti a rischio legati all’alcol, e quasi la metà sono minorenni. Tra chi ha già sviluppato un disturbo, solo una piccola parte riesce ad accedere alle cure, mentre la maggioranza resta fuori dai percorsi di assistenza sanitaria.