Vittorio Feltri, dalla perdita della moglie al rapporto con Montanelli

Vittorio Feltri ripercorre la sua vita tra carriera, dolori personali e rapporti decisivi. Dal legame con Montanelli alla perdita della moglie, fino ai rimpianti e alle battaglie giornalistiche.

vittorio feltri

A ottantadue anni Vittorio Feltri si racconta senza filtri, tra memoria e riflessioni sul presente. Non nasconde una certa stanchezza, pur riconoscendo il valore dell’attuale guida del Giornale. Il pensiero torna spesso a Indro Montanelli, figura centrale nella sua carriera, che considera un talento straordinario convinto di essere il punto di riferimento della destra prima dell’ascesa di Berlusconi.

Il rapporto tra i due non fu privo di tensioni, ma restò saldo nel tempo. Feltri ricorda con ironia una frase pungente di Montanelli sulla sua direzione del quotidiano: la paragonava a quella di un padre con un figlio problematico. Nonostante gli attriti, tra loro rimase un legame autentico.

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Alle spalle, una strada lunga e complicata. Dalle prime esperienze con stipendi minimi fino al successo nel giornalismo, Feltri respinge l’immagine di uomo cinico e distante. Si definisce invece una persona sensibile, capace di esporsi quando necessario, come nel caso della difesa di Enzo Tortora, sostenuto quando molti preferivano tacere.

Il passaggio più doloroso riguarda la sfera privata. La morte della prima moglie, avvenuta mentre dava alla luce le loro figlie, resta una ferita aperta: nello stesso giorno si trovò padre e vedovo. Un evento che ha segnato profondamente la sua vita.

Tra i rimpianti, Feltri cita anche il soprannome “Cinghialone” dato a Bettino Craxi, per il quale oggi esprime rammarico, riconoscendo che non meritava un epilogo così duro. Accanto a questi pensieri, emergono ricordi più leggeri, come la passione per i cavalli e alcune riflessioni sulla morte, che lo inquieta senza però spaventarlo.

Il suo modo di guardare alla vita resta diretto e disincantato. Anche quando si parla di longevità, liquida tutto con una battuta secca: il segreto, dice, è semplicemente non morire.