Beatrice morta a due anni, arresto convalidato per la madre a Imperia

Il gip di Imperia ha confermato l’arresto di Manuela A., 43 anni, accusata della morte della figlia Beatrice, due anni, trovata senza vita a Bordighera. Disposta la custodia in carcere. Le telecamere e la perizia smentiscono la versione della donna.

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Il giudice per le indagini preliminari di Imperia ha confermato l’arresto di Manuela A., 43 anni, accusata di omicidio preterintenzionale per la morte della figlia Beatrice, due anni. La bambina è stata trovata senza vita nell’abitazione di Bordighera. Per la donna è stata disposta la custodia cautelare in carcere con l’accusa di aver provocato il decesso della piccola.

Secondo quanto ricostruito finora, la madre avrebbe raccontato ai carabinieri che la figlia era caduta dalle scale nei giorni precedenti, senza però mostrare segnali allarmanti. Ha inoltre dichiarato di essere uscita di casa lasciando le tre figlie sole e di aver chiamato l’ambulanza al rientro, quando le condizioni della più piccola sarebbero improvvisamente peggiorate.

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La morte della piccola Beatrice, due anni, apre uno scenario giudiziario complesso: la madre, arrestata, era attesa a marzo davanti al giudice per una causa di affidamento che riguarda anche le altre due figlie.

La sua versione non ha trovato riscontro negli accertamenti. La prima relazione del medico legale e le immagini delle telecamere di sorveglianza sugli spostamenti della donna avrebbero fornito elementi diversi rispetto al racconto reso agli investigatori.

Manuela A., assistita dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, si trova nel carcere di Genova Pontedecimo, nella sezione femminile. La difesa sta valutando la linea da seguire in vista dei prossimi passaggi giudiziari.

Intanto la procura ha ascoltato fino a tarda notte i parenti materni e paterni per ricostruire il clima familiare. Le altre due figlie della coppia, inizialmente affidate ai nonni, sono poi state prese in carico dai servizi sociali.

Il padre delle bambine è detenuto da agosto. Tra i genitori era aperto un contenzioso per l’affidamento delle tre figlie, di 10, 9 e 2 anni. Una nuova udienza davanti al giudice era già fissata per marzo. Le indagini sono coordinate dal procuratore Alberto Lari con il pubblico ministero Veronica Meglio.