Casapound, dodici condanne a Bari per violazione della legge Scelba
Dodici condanne e cinque assoluzioni nel processo di Bari per l’aggressione del 2018 nel quartiere Libertà. Riconosciuta la violazione della legge Scelba: per alcuni imputati anche l’accusa di lesioni e la sospensione dei diritti politici.
Il Tribunale di Bari, sezione penale, ha condannato dodici esponenti di Casapound al termine del processo per l’aggressione avvenuta il 21 settembre 2018 nel quartiere Libertà. Cinque gli imputati assolti. In aula si è chiuso il procedimento che vedeva coinvolte 17 persone.
I fatti risalgono a una manifestazione organizzata per contestare le politiche sull’immigrazione dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Durante l’iniziativa alcuni militanti di sinistra furono aggrediti. Tra le persone colpite anche l’europarlamentare Eleonora Forenza.
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Cinque imputati hanno ricevuto una condanna a un anno e sei mesi di reclusione per violazione della legge Scelba. Altri sette sono stati condannati a due anni e sei mesi per lo stesso reato, aggravato dalle lesioni. Per dodici di loro è scattata anche l’interdizione dai diritti politici per cinque anni.
La norma del 1952 vieta la ricostituzione del partito fascista e punisce la propaganda e le manifestazioni riconducibili all’ideologia del disciolto partito. Il tribunale ha ritenuto che le condotte contestate rientrassero in questo quadro.
Si sono costituiti parte civile, tra gli altri, Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista, l’Anpi, la Regione Puglia e il Comune di Bari.
Dopo la sentenza, le opposizioni hanno chiesto che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferisca in Parlamento. Alla Camera Angelo Bonelli ha sollecitato lo scioglimento di Casapound e lo sgombero dell’immobile occupato a Roma. Dello stesso tenore gli interventi di Roberto Morassut del Pd e di Alfonso Colucci del Movimento 5 Stelle, che hanno richiamato il dettato costituzionale e invocato provvedimenti immediati.