Carabiniere a Gela spiava l'ex moglie con i database delle forze dell'ordine

Un carabiniere in servizio a Gela ha usato i sistemi informatici delle forze dell’ordine per controllare dati sull’ex moglie e sui suoi familiari. La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a un anno e sei mesi.

carabiniere gela

Ha sfruttato le credenziali di servizio per cercare informazioni personali sull’ex moglie e su chi le stava intorno. Un carabiniere in servizio a Gela, in provincia di Caltanissetta, è stato condannato per aver effettuato accessi non autorizzati ai sistemi informatici in uso alle forze dell’ordine.

L’uomo avrebbe interrogato più volte le banche dati riservate, alla ricerca di dettagli sulla donna, sui familiari e su altre persone a lei vicine. Gli accessi anomali sono emersi nel corso di controlli interni, che hanno portato a ricostruire l’attività svolta dal militare.

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Il procedimento è arrivato fino alla Corte d’Appello di Caltanissetta, che ha confermato la sentenza già pronunciata dal tribunale di Gela: un anno e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. La difesa aveva impugnato la decisione di primo grado, ma i giudici hanno respinto il ricorso.

In aula erano presenti l’ex moglie, i parenti e altri conoscenti finiti nelle ricerche effettuate dall’imputato. Tutti si sono costituiti parte civile attraverso i propri legali.

Il carabiniere è coinvolto anche in altri due procedimenti. Davanti alla Corte di assise di Caltanissetta deve rispondere di violenza sessuale aggravata su minori, mentre al tribunale di Gela è imputato in un processo per maltrattamenti in famiglia.