Lewis Pullman e la sfida di farsi un nome oltre Bill Pullman
Lewis Pullman parla del peso del cognome famoso e del desiderio di costruirsi una carriera autonoma. Tra nuovi film, serie di successo e uno spot per il Super Bowl, l’attore rivendica il suo percorso a Hollywood.
Camminare sul filo del cosiddetto “nepo baby” non è semplice, ma Lewis Pullman sembra aver trovato il suo equilibrio. L’attore riconosce apertamente di non aver fatto tutto da solo, ma rivendica con orgoglio il percorso costruito passo dopo passo nel mondo del cinema.
Incontrato all’aeroporto di Los Angeles, Pullman ha parlato del momento positivo che sta vivendo e del crescente interesse attorno al suo nome, spesso ormai citato accanto – e talvolta prima – di quello del padre, Bill Pullman, volto storico di Hollywood.
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Negli ultimi anni Lewis ha collezionato ruoli in produzioni apprezzate dal pubblico e dalla critica. Tra queste spiccano Thunderbolts, The Testament of Ann Lee, Outer Range e Lessons in Chemistry. Progetti diversi tra loro che gli hanno permesso di mostrarsi in registri differenti e di consolidare la propria identità artistica.
Pullman non nasconde che il cognome abbia rappresentato una porta già socchiusa. Il padre gli ha offerto un’opportunità iniziale, ammette, ma da lì in poi è stato necessario dimostrare di meritare spazio. Per questo insiste sull’importanza di restare con i piedi per terra e di costruire un percorso personale.
Oltre ai set cinematografici, l’attore è apparso anche nello spot del Super Bowl LX per Michelob Ultra. Nella pubblicità interpreta Greg, un personaggio che riceve lezioni di sci da Kurt Russell. Lo sketch gioca sull’ironia e culmina con una discesa impeccabile sulle piste, anche se nella vita reale Pullman assicura di non essere uno sciatore provetto.
Il futuro lo vedrà nuovamente al fianco del padre nel film Spaceballs 2, atteso per il 2027. Con una carriera in crescita costante, il giovane Pullman continua a ritagliarsi spazio a Hollywood, determinato a farsi riconoscere per il proprio lavoro prima ancora che per il cognome che porta.